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Un'intervista "impossibile"
Dall'esperienza di p. Domenico Mondrone
S.J., in suo ricordo
Prima parte
L'idea di questo scritto
mi balenò improvvisa in un pomeriggio di agosto del 1974.Fu così:
da oltre due mesi, forse anche più, quasi tutti i giorni, alle
ore 15 precise, il Secondo Canale della RAI mandava in onda una rubrica
intitolata Interviste impossibili. Si trattava di incontri tenuti tra
letterati, giornalisti e studiosi di varia cultura con uomini del passato:
con personaggi del pensiero, dell'arte, della politica entrati bene
o male nella storia, con un nome più o meno famoso. Erano incontri
di uomini di oggi con altri di ieri per interrogarli, quasi fossero,
per non so quale trucco medianico, momentaneamente redivivi, e farli
parlare e dare spiegazioni di certi loro atti e confessarne le intenzioni
segrete, ora costretti dall'incalzare delle domande, ora messi nella
necessità di giustificarsi contro le malefatte di qualche storico.
Tra l'una e l'altra di simili audizioni mi saltò in mente un'osservazione
molto stramba: "Manca un'intervista con Satana! ...Sarebbe interessante.
Oggi, però, con l'abilità che ha raggiunto quel messere,
di non farsi credere! ...". Il caldo di quel pomeriggio era soffocante
e mi buttai su una sedia a sdraio per recuperare un po' di sonno.
L'incertezza
La mattina appresso, appena sveglio: "Ma sì, un'intervista
con Satana, o meglio col Maligno, andrebbe bene! Che importa che tantissimi
non gli credono. E ricordai le accoglienze fatte al papa in uno dei
discorsi del mercoledì. Una fantasia ben provveduta per lo meno
gioverebbe a richiamar l'attenzione su quel soggetto. Forse anche a
levare il sonno a più d'uno". Non ci pensai più per
qualche tempo. Ma l'idea si riaffacciava a intermittenza e talvolta
con strani contorni di cosa fattibile. Si potrebbe p.e. dir questo...
impostare così un episodio... introdurre questo o quest'aLtro
aspetto... A poco a poco divenne un po' il mio tarlo.
Un'intervista col Maligno. Non pensavo affatto di cacciarmi-ci io. Vediamo
allora a chi potrebbe affidarsi. Cominciai tra me a far dei nomi. Ne
passai in rassegna parecchi. Ci pensavo su, poi l'uno dopo l'altro li
scartavo. Mettersi a dialogare col diavolo, sia pure sul piano della
fantasia, non è faccenda facile. Nessuno accetterebbe un'idea
così bizzarra e, oltretutto, fuori tempo: roba da Medio Evo!
Intanto, la cosa strana era questa: quando inclinavo ad arrendermi e
prendere sul serio quell'idea, mi sentivo L'animo aprirsi a serenità
ed a cosa allettante. Quando invece mi proponevo di non farne nulla
divenivo inquieto e cadevo in un nervosismo strano. C'era in me qualcosa
da buttar fuori, come per una liberazione. Per la prima volta nella
mia vita ebbi il sospetto di aver bisogno di un neurologo.
La decisione
Come giunta alla derrata, una sera di settembre mi recai in una chiesa,
dove è venerata una Madonna molto cara al popolo romano, e La
trovai insolitamente affollata. Avvenne l'incredibile.
Appena varcata la soglia, mi si avvicinò una donnetta di mezza
età, bassotta, con due occhi luminosissimi e dolci, e tutt'a
un tratto mi disse:
"Quando si decide a scrivere quelle cose?...". E mi guardava
con insistenza. "Scrivere? Quali cose?". "Via, lo sa
meglio di me". "Ma lei chi è?"."Cosa importa
dirle chi sono. Se la veda con Quella lì - e indicò il
quadro della Vergine - vada a sentir Lei che cosa le dice".
Un folto gruppo di turisti invase in quel momento l'ingresso. La donnetta
fu travolta nella confusione e la perdetti di vista.Che cosa strana!
Un'allucinazione o un avviso del cielo? Mi sentii smarrito e ridicolo,
soprattutto ridicolo. Trovato un posticino adatto, prima di mettermi
ai piedi della Vergine, a pregarla, quel mio ingombro interno mi si
sciolse come niente. Senza ripensare aitarlo che mi molestava, provai
dentro di me come una spinta dolcissima e ferma a raccogliermi sull'argomento
e veder di fare qualche cosa. Fissando la cara immagine, non osai chiederle
nulla in merito, perché già avvertivo in me una promessa
di assistenza materna.
"E va bene, dissi uscendo. Cercherò d'imbarcarmi in que-st'affaraccio.
Scriverò io questa intervista stranissima. Ne verrà fuori
qualcosa che mi coprirà soprattutto di ridicolo. Ma mi sarò
levato un'idea fastidiosa dalla testa".
Il primo incontro
Quella sera stessa, dopo una cena piuttosto frettolosa e svogliata,
mi ritirai in camera a sbrigare un po' di corrispondenza. Di lì
a una mezz'ora presi a recitare l'ultima parte della "Liturgia
delle Ore".
Notai, questa volta, che più andavo avanti, più cresceva
in me il desiderio di indugiare in quella preghiera abituale. Sensi
e gusti nuovi affioravano da quelle parole antiche e semplici.
Alla fine, baciai il breviario e lo misi da parte. E adesso che cosa
faccio? Qualche volta appuntavo delle note rapidissime sul diario; tentai
di farlo, ma presto me ne passò la voglia. Voltatomi, lo sguardo
s'incontrò con l'immagine della Madonna dinanzi alla quale quella
sera ero andato a pregare. Ebbi voglia di trattenermi con Lei e preso
di tasca il rosario mi segnai. Le Ave Maria mi venivano su dolcissime
come una più intima presa di contatto con Lei. Non era terminata
una decade, che mi trovavo seduto e con la penna in mano. Cosa strana!
Per che fare? Un blocco di carta era lì sul tavolo. Cominciare
a scrivere qualcosa di quella diavoleria? Non ci pensavo affatto. Non
avevo nulla di preciso per la testa, e la fantasia non pareva favorirmi.Accostato,
così, per fare qualcosa, il bLocco di carta, scrissi in alto:
"Intervista con Satana". No, corressi. Meglio dire "col
Maligno". Questo secondo appellativo è meno logoro e di
un senso più immediato. E restai con la penna in aria. In quell'istante
medesimo avvertii lungo la schiena un improvviso brivido di freddo,
che subito mi avvolse tutta la persona.A fianco alla scrivania, a sinistra,
la finestra era completamente aperta, istintivamente mi alzai per chiuderla;
avvertii che di fuori veniva invece un'aria calda. Era infatti la sera
di una fervida giornata di settembre.Mentre mi toccavo le guance, la
fronte, chiedendomi se non fosse per caso un sintomo di febbre, una
lama addirittura gelida mi attraversò la persona e n'ebbi uno
strano assalto di paura. Mi sedetti, rimasi alquanto su me stesso, poi
tentai di buttarmi sul letto. Non riuscii a muovermi. Mi sentivo inchiodato
alla scrivania, non per forza di chi mi facesse violenza dal di fuori,
ma da un senso di inerzia totale: una specie di legamento. Invocai mentalmente
la Vergine che mi guardava a qualche metro di distanza dalla parete
e ne ebbi un'improvvisa carezza di pace. Mentre tra me ringraziavo la
Madre celeste, la sedia, la scrivania, quasi tutta la camera ebbero
un sussulto misterioso."Hai chiesto d'intervistarmi, eccomi!".
Fu una voce cupa, aspra, metallica. Una voce che non seppi precisare
da qual punto venisse, ma che mi scatenò addosso un lungo e più
forte brivido di paura. Restai alcuni momenti senza fiato, poi presi
coraggio. "Ma tu chi sei?". "Non fare lo stupido; sono
io!". Non avevo mai pensato di dover passare con la mia intervista
dal piano della fantasia a quello di un a tu per tu col Maligno.Su un
angolo della scrivania c'era il rosario e istintivamente lo afferrai
come arma di difesa. "Butta via quella robaccia, se vuoi parlare
con me!". "Robaccia?..."."Escrementi di capra legati
insieme!". "Se per te è robaccia io la bacio e a tuo
dispetto me l'avvolgo qui attorno al polso, per sicurezza. Vedo che
deve farti paura, vigliacco!". "Quella, per me, è una
ghigliottina!..." "Tanto meglio, e grazie di avermelo detto!".Ho
cercato più volte di spiegarmi come percepissi quella voce così
vicina, che non proveniva da un punto preciso della camera, né
mi saliva dal di dentro. L'avvertivo, però, in modo
chiaro, sempre in tono minaccioso e sprezzante e carico di una rabbia
belluina."Intanto, come sei venuto? Chi ti manda?"."Sono
stato costretto"."Da chi?". Seguì un silenzio
agghiacciante."Da quella là!". Urlò questa risposta
con un disprezzo e un odio indescrivibili.
"Chi è quella là?". Ma avevo capito."Non
farò mai quel nome!"."Ti scotta tanto?"."La
odio infinitamente!"."Perché è la creatura più
alta e più santa..."Masticandosi le parole con rabbia: "Lui
l'ha voluta così a mio dispetto, perché fosse la mia più
schiacciante umiliazione!".Restai sbalordito. "Come mai? Sei
il padre della menzogna e dici una verità così grande?
Non ti accorgi che questa è unalode immensa?...".La mia
domanda restò senza risposta.Per quella volta fu tutto.
secondo incontro
Dall'esperienza di p. Domenico Mondrone S.J., in suo ricordo
Passò quaLche giorno senza che vi fosse nulla di nuovo. Non sapevo
che cosa pensare. Invocare il ritorno di un così singolare interlocutore
non ne avevo il coraggio. Quel primo incontro aveva lasciato in sospeso
più di una domanda. Ma fu troncata sul meglio. Quell'ultima risposta,
però, così inattesa, mi lasciò una gioia grande.
Una mattina, avevo appena finito di celebrare la Messa, quando fui preso
da una voglia insolita di andarmene subito a casa. Mi attirava lo strano
sentore di qualcosa di inconsueto."Quel messere dev'essere già
qui", pensai. Infatti, ecco i soliti improvvisi brividi di freddo
gelido. Non mi ero sbagliato.Mi sedetti, invocai mentalmente la Madonna
e attesi. "Son qui. Che altro vuoi chiedermi?". Parve che
quell'essere tenebroso fosse stato messo a mia disposizione.
"Anzitutto devo ringraziarti per L'aitò elogio che l'ultima
volta hai fatto della Madonna. Mi colpì molto quella risposta.
E ancora non riesco a spiegarmi come ti possa essere sfuggita".
"È Lei che mi costringe a parlare così, lo vuoi capire?
Lei mi costringe. Lo fa per contentare te e per umiliarmi. Ma tu, ricordati,
me la pagherai! Tu non riuscirai mai a comprendere quale tortura è
per me doverle ubbidire obbligandomi a dire certe verità. La
verità io la odio, perché la verità è lui,
capisci? Tu rimani inorridito dinanzi agli strazi a cui tanti miei subalterni
sottopongono i Loro condannati politici, ricorrendo alla pillola della
verità, al cosiddetto lavaggio del cervello - tutte mie invenzioni
perché sappia - per portarli all'autocritica e strappar loro
confessioni prestabilite. Peggiore è il supplizio a cui da quella
là vengo sottoposto per indurmi a sputarti in faccia certe verità.
Perciò ti ripeto che me la pagherai". "Grazie anche
di questo che mi dici; ma se Lei è con me, non mi fai paura".
"Me la pagherai, ti ho detto". "Sia pure. Però
continua a parlarmi di Lei". "È la mia più implacabile
nemica!". "Lo credo bene: è la Donna predestinata a
darci Gesù, il nostro Redentore, il riparatore di tutte le tue
malefatte, specialmente di averci regalato il peccato e la morte. E
Lei, per virtù del suo Figlio, a tuo scorno, ha vinto tutto questo!".
Un lungo silenzio di attesa."Capisco che non hai troppa voglia
di parlare di Maria. Sei infinitamente superbo e il ricordo di Lei è
troppo schiacciante per te. Dicesti bene, è la tua umiliazione
più grossa. Ma, in nome di Lei, rispondi. Credevi di aver ottenuto
una vittoria piena strappandoci la nostra madre Èva? Non sospettasti
nemmeno che Dio ti avrebbe stravinto con Maria? Una madre infinitamente
più grande di quella che ci avevi tolta e con la quale ci mandasti
alla rovina. Dio ci ha dato Maria e l'ha fatta Madre sua". "Ma
perché ti ostini tanto a parlarmi di quella là? Piantala!".
"Appunto perché ti da tanto fastidio... ". "È
una terribile sconvolgitrice dei miei piani. È una deva-statrice
del mio regno. Non mi lascia riportare una vittoria e già mi
prepara una sconfìtta. Me la trovo sempre tra i piedi. Sempre
indaffarata ad attraversarmi la strada, a suscitare fanatici che l'aiutano
a strapparmi anime. Fin dove più clamorose sono le mie conquiste,
in un silenzio capillare essa moltiplica le sue. Ora, però, è
venuto il tempo che riporterò su di lei vittorie mai viste...".
"Effimere come le altre!".I cultori del dogma Ancora un breve
silenzio. "Non saranno effimere!... Questa volta sarà una
vittoria piena. Credeva di essere al sicuro in una fortezza imprendibile.
Ora vi ho aperto una breccia che sarà peggiore della prima!...
". "Quale breccia? Penso che corri troppo. Sei troppo sicuro
di te"."Ho dalla mia parte anche i teologi. I miei presuntuosissimi
dottori. Se fossi capace di amare, sarebbero i miei amici più
cari. I vostri cultori del domma vanno abbandonando l'una dopo l'altra
le vostre posizioni. Li ho indotti a vergognarsi di certe formule pappagallesche.
A vergognarsi prima di tutto di credere nella mia esistenza e nel mio
lavoro in mezzo a voi: cosa per me comodissima". "E con ciò,
credi?"."Così le favole dell'immacolato concepimento,
della maternità divina, della sempre vergine, della onnipotente
per grazia, vanno ormai sgretolandosi come miserabili inezie. Tra qualche
anno resterà appena il ricordo - vergognoso ricordo - di così
stupide leggende. A lungo ho dovuto aspettare, ma ora è venuto
finalmente il mio tempo. È l'ora definitivamente mia! Sapessi
come lavorano bene i miei alleati: preti, frati, dottori!... Dove sono
più gli scalmanati del suo culto, i suoi riscaldati simpatizzanti?".L'inferno
è ben altro Sembrava fosse scomparso. Invece era lì, forse
in attesa della mia reazione."Lo so: sei riuscito a sollevare attorno
a tante verità del credo un polverone confusionario e irrespirabile.
Credi di sopprimere il sole soltanto perché lo hai nascosto dietro
cumuli di nuvole. Ma tutto questo passerà. Basterà un
soffio dell'Onnipotente per sbarazzarsi di quanto stai costruendo. Un
soffio solo e Dio, nella sua Provvidenza, anche questa volta caverà
il bene dal male. Pure da queste confusioni saprà far brillare
più splendida la verità". "Non farti illusioni"."So
di non illudermi. La fede me lo dice. E tu stesso, eterno bugiardo,
non credi affatto a cotesta vittoria finale. Tu ti agiti perché
sai che Dio tien misurato il tempo in cui, per i suoi disegni, ti lascia
strafare. Tu sai che il più potente è Lui. Egli ha davanti
a sé l'eternità. In un attimo ti strapperà di mano
le tue momentanee vittorie. Sei l'eterno ridicolo smargiasso. Ti credi
onnipotente, meglio, vuoi farti credere tale; ma basta un segno di croce
per metterti in fuga; basta uno spruzzo d'acqua santa per paralizzare
la tua onnipotenza. La parabola del grano e della zizzania è
stata detta soprattutto per te. Sei semplicemente ridicolo nelle tue
millanterie. Sei un povero cane legato alla catena. Tu non puoi nuLla
di più di quanto Dio ti permette. Te lo permette per provare
i suoi eletti nel tempo, e sconfiggere te per l'eternità".
"Come sei diventato eloquente! Il tuo è un bel pezzo di
predica per i pappagalli della parrocchia. Tu ammucchi parole, io conto
sui fatti". "Ti sto solamente sbugiardando. La tua storia
finirà come è cominciata. Avesti la stupida presunzione
di crederti simile a Dio. Ti ribellasti, e Dio in quell'istante medesimo,
con un soffio precipitò te e i tuoi negli abissi infernali. Bastò
un cenno della sua volontà per folgorarvi tutti, per trasformarvi
da angeli in orribili demoni"."Ancora un pezzo di predica".
"Sai bene che non è predica. È un fatto tremendo.
Come tremendo è l'inferno in cui precipitasti... A proposito:
checos'è l'inferno?... ".Un silenzio pesante come un incubo."In
nome di Lei, rispondi; parlami dell'inferno"."Impossibile
dirtelo!"."Provati!"."Nemmeno quella là,
a Fatima, seppe spiegarlo"."Come? Quei poveri bambini per
poco non morirono dallo spavento!".
"E che cosa videro?... L'inferno è ben altro... Contentati
di questo".S. Michele combatte con gli angeli caduti (A. Diirer)La
caduta degli angeli ribelli Ancora una volta ebbi il sospetto che se
ne fosse andato. In modo strano mi avvertì invece che era lì.
"Disgraziato! Eri un angelo. Dio ti creò straricco di doni
e di bellezze divine. Avevi l'intelligenza degli spiriti eletti. È
inconcepibile come tu e i tuoi abbiate potuto osare un così stolto
peccato di rivolta. Come infatuarvi di ciò che non era vostro?
Rispondi!"."Perché volle sottoporci a una prova infinitamente
umi-Liante per noi spiriti altissimi. Una prova inimmaginabile, degna
soltanto di una rivolta". "Quale prova?".
Ancora un silenzio carico di mistero. "Su, nel nome di Lei che
ti ha imposto di venire, rispondi. Quale prova?". "Ci impose
un ossequio umiliantissimo e inaccettabile. Ci mise di fronte al disegno
della creazione del mondo materiale, cioè di tutto il cosmo al
di sopra del quale creare anche voi uomini col proposito di elevarvi
alla stessa dignità alla quale aveva elevato noi; e per colmo
di questo, ciò che fece scattare la nostra rivolta, ci mise dinanzi
alla incarnazione del figlio, fatto uomo, vestito di una natura inferiore
alla nostra, e ci impose di adorarlo. La nostra inteLligenza ne sbalordì.
Milioni di angeli vilmente si piegarono a Lui. Moltissimi di noi lo
vedemmo come un affronto alla nostra dignità e ci rifiutammo.
Il castigo scoppiò immediato. Noi non volemmo accettare la nostra
condizione di creature, di aver bisogno di lui, di essere soggetti a
lui. Ci credemmo sufficienti - e lo eravamo - di noi stessi. In quel
rifiuto il nostro gesto è rivolta. In un attimo ci trovammo come
siamo. La sua fu una condanna senza appello. Né, del resto, ci
saremmo piegati al suo volere"."E non era un peccato gravissimo
di rivolta?" Un "No!..." cupo, lungo, cavernoso, da far
gelare il sangue, risuonò per buon tratto nella lontananza. Capii
che era scomparso, lasciandosi dietro un fracasso che parve lo scroscio
di una valanga. Tutto lo stabile ne fu scosso. Uscii sul corridoio spiando
se altri si fossero accorti di qualcosa. Nulla. Non vidi nessuno.
Terza
parte Un paese dei senza
Dio
Dall'esperienza di p. Domenico Mondrone S.J., in suo ricordo
La sera appresso, stavo per mettermi a Letto, quando udii per La camera
dei rumori strani: erano passi pesanti, quasi tonfi che facevano vibrare
il pavimento. Avvertita La presenza di Lui, agguantai il rosario, mi
segnai, invocando mentalmente La Madonna che mi stava affianco al letto,
e attesi.
"Sento che sei qui. Ebbene, in nome di Colei che ti obbliga a venire
e a rispondermi, dimmi: subito dopo il tuo grande peccato, ti rendesti
conto di ciò che avevi perduto per sempre?". "Che domanda
stupida!"."Allora permettimi una domanda ancora più
idiota: mai un pentimento di quel peccato?". "Pentimento?"
scattò subito la risposta, rabbiosa come un urlo di belva. "Ma
non sai che un attimo di pentimento sarebbe stato un atto d'amore. E
questo non è nemmeno concepibile in noi. Noi fummo immediatamente
investiti da un odio immenso contro di lui. Un odio implacabile, eterno.
Ci trovammo avviluppati, quasi pietrificati, in una maledizione che
è divenuta una nostra seconda natura". "Dopo averci
espulsi dal suo paradiso, si è vendicato destinando al nostro
stato esseri i più ributtanti, voi uomini, un impasto di spirito
e di sporca materia. Ha fatto di voi un oggetto del suo amore infinito.
Va mendicando da voi l'amore che noi gli abbiamo rifiutato. L'amore
per voi gli ha fatto commettere pazzie, perfino quella di umiliare il
figlio nel ventre di una donna. Ha l'ambizione di riempire con voi i
posti da noi lasciati vacanti. Ma prima che riesca a questo noi riempiremo
di voi uomini il nostro inferno. La vendetta che non possiamo prenderci
su di lui, la faremo su voi". "Questo è il tuo sogno.
Ma tra te e noi, sul ciglio del tuo abisso infernale c'è Cristo
Crocifisso. Avrai con te quelli che si ostinano a stare con te. Ma tutti
gli altri, anche i peccatori, anche i poveri infedeLi, ti saranno strappati
come preda che non ti appartiene, perché sono suoi, li ha pagati
col prezzo deL suo sangue. Io mi rifiuto di credere che alla fine ne
avrai più tu che Lui!".
Aborto e divorzio
Ci fu una pausa piuttosto lunga. Ebbi la sensazione che volesse aggredirmi
con un discorsone. Infatti passò subito all'attacco.
"Ne avrà più di me, dici?... Ma non vedi, cieco e
stupido che sei, come oggi sto mobilitando tutto alla vostra rovina?
Non vedi che il suo regno si sgretola e il mio si alLar-ga giorno per
giorno sulle rovine del suo? Ancora poco tempo e tutto il mondo cadrà
in adorazione dinanzi a me. Sarà completamente mio.
"Pensa alle devastazioni che sto portando in mezzo a voi servendomi
principalmente dei suoi ministri. Ho scatenato nel suo gregge uno spirito
di confusione e di rivolta che mai finora mi era riuscito di ottenere.
Avete quel vostro pecoraio vestito di bianco che tutti i giorni chiacchiera,
grida, blatera. Ma chi lo ascolta? Ho tutto il mondo che
ascolta i miei messaggi e Li applaude e li segue. Ho tutto dalla mia
parte. Ho le cattedre con le quali ho dato scacco alla vostra filosofia.
Ho con me la politica che vi disgrega. Ho l'odio di classe che vi dilacera.
Ho gli interessi terreni, L'ideaLe di un paradiso in terra che vi accanisce
gli uni contro gli altri. Vi ho messo in corpo una sete di denaro e
di piaceri che vi fa impazzire e vi sta riducendo ad un'accozzaglia
di assassini. "Vi ho portati ad adottare il divorzio per sgretolare
le vostre famiglie. Vi ho portati a praticare l'aborto con cui fo stragi
di uomini prima che nascano. Ti par poco aver travolto le donne, le
mamme, al di sotto delle belve; le ho indotte ad ammazzare i loro figli,
ciò che le bestie non fanno!
"Alla redenzione di quello che si è fatto ammazzare per
voi bestie ho sostituito queLla di governanti massacratoli, e voi vi
buttate al loro seguito come stupidissime pecore. Con Le mie promesse
di beni che non avrete mai son riuscito ad accecarvi, a farvi perdere
la testa, fino a trascinarvi facilmente dove voglio. Ricorda che io
vi odio infinitamente, come odio lui che vi ha creati. Sì, bel
guadagno ci ha fatto, mandando il figlio a sprecare il sangue per la
cosiddetta redenzione. Io vi odio, vi disprezzo!".
La vittoria finale
"II mistero pasquale ti ha stravinto una volta per sempre. Si rinnovella,
però, Lungo i secoli nella vita delLa Chiesa e delle anime, in
una vicenda ininterrotta di lotte, morte e di resurrezione. Ma il trionfo
del Regno di Dio quaggiù non si annunzia con le gradassate, si
annunzia e progredisce e resiste agli urti nel mistero divino del silenzio".
"I soliti vecchi pezzi di oratoria...". "Tu sai che questa
non è oratoria. La mattina che risorse, Gesù non ebbe
nessuna preoccupazione di vendicarsi dei suoi nemici, dei tuoi manutengoli.
Nessuna voglia di umiliarli, come avrebbe potuto e come ognuno si sarebbe
aspettato, con una dimostrazione spettacolare e folgorante del suo trionfo
sulla morte. Sarebbe potuto apparire dinanzi al sinedrio, a Pi lato,
ad Erode, a quanti lo umiliarono e lo misero a morte. Non andò
a gridar loro in faccia: "Ecco la vostra vittoria!". Invece,
troppo più grande di questa soddisfazione trionfalistica, non
li curò nemmeno i suoi nemici.
"Inaugurava il suo stile. Dava l'esempio di come si attua il suo
trionfo su questa terra, di come procede la sua Chiesa in mezzo agli
uomini e lungo i tempi: un cammino faticoso, durato senza strepito.
Essa va avanti nel silenzio, coperta continuamente di ferite, circondata
di martiri che sono i suoi testimoni incomparabili; ma tutto questo
le era stato predetto ed è ciò che la rende più
simile al suo Capo"."Chiacchiere, chiacchiere, chiacchiere!...
Non vedi che ho in mano tutte le forze del male?... La mia offensiva
avanza ormai inarrestabile!".Loro fiducia. Pensa: vi sono tra essi
quelli che sanno a memoria il Vangelo di san Giovanni, qualche lettera
degli Apostoli, la Pacem in terris, la Lumen gentium, il Credo di Paolo
VI. E stampano e diffondono tutto questo. La Russia n'è piena"."Tu
vieni dall'Italia?... Da Roma?... Qui dicono che l'Italia è tutta
comunista, è mai possibile?...". "Tutta no, ma una
parte sì"."È incredibile! Ma lo sanno che cosa
significa vivere sotto il comunismo? Qui in Russia non c'è più
nessuno che ci creda. Qui è bastato che i nostri giovani abbiano
imparato a fare il confronto tra la propaganda ufficiale e La realtà
della vita del nostro paese per perdere la fede nell'ideologia del partito.
"Questi giovani hanno imparato che solo il Cristianesimo pone il
massimo accento sul valore dei diritti della persona umana: il socialismo
parla solo di collettivismo, di massa, l'individuo non esiste".
"Di questo passo, c'è da sperare che il più grande
stato comunista del mondo, per la logica delle cose, possa evolversi
nelLa più grande forza anticomunista". "Noi confidiamo
molto nelle promesse della Madonna di Fati ma"."Oh, la santa
Madre di Dio! Sapessi come La venera il nostro popolo! È lei
che ha conservata - sia pur in certi momenti molto ridotta - la nostra
fede. Le sue icone sono scomparse da quasi tutte le case, ma tantissimi
le conservano nascoste, e soprattutto la invocano". "Credi
che a non lunga scadenza l'opposizione dei giovani, degli intellettuali,
della classe che riflette, possa aumentare?".
"Per me è cosa certissima. E questo avverrà man mano
che progredirà la gioiosa scoperta della fede cristiana e La
persuasione in molti già radicata che il Cristianesimo è
la sola forza capace di cambiare il mondo. Se tra voi si rac-cogliessero
le voci dei nostri convertiti dal materialismo, pensereste al miracolo
di una nuova Pentecoste". "Posso dirti che molte di queste
voci arrivano nel nostro paese. Vi sono anche antologie che le raccolgono,
ma, purtroppo, non tutti le leggono". "Conserviamo lettere
che giungono dai lager. Sono di uomini, di donne, di giovani ivi condannati
che c'incoraggiano a conservare intatta la nostra fede in Dio: impossibile
leggerle senza fremere di commozione e senza piangere".In Italia
si leggono molto II Dottor Svago di Pasternàk, L'altra letteratura
di Molicev, Padre Dmitrij Dunko, Parroco a Mosca.Un colpo di gong annunzio
la recita comune del Padre Nostro.
Dal segnodelsoprannaturale di Gennaio Febbraio
e Marzo 2004 ****
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