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Vicka
racconta il suo viaggio con la Madonna nell'Aldilà
(Racconto
tratto dall'intervista di Padre Livio, direttore di Radio Maria)
Padre Livio: Dimmi dove eravate e che ore erano.
Vicka: Eravamo nella piccola casa di Jakov, quando la Madonna è
venuta. Era un pomeriggio, verso le 15,20. Sì, erano le 15,20.
Padre Livio: Non aspettavate l’apparizione della Madonna?
Vicka: No. Io e Jakov di ritorno da Citluk siamo andati a casa sua dove
c’era sua mamma (Nota: La mamma di Jakov ora è morta).
Nella casa di Jakov c’è una camera e una cucina. Sua mamma
era andata a prendere qualcosa per prepararci da mangiare, perché
un po’ più tardi avremmo dovuto andare in chiesa. Mentre
aspettavamo, io e Jakov ci siamo messi a guardare un album di fotografie.
Improvvisamente Jakov è andato giù dal divano prima ancora
di me e ho capito che la Madonna era già arrivata. Subito ci
ha detto: "Tu, Vicka, e tu, Jakov, venite con me a vedere il Paradiso,
il Purgatorio e l’Inferno". Io mi sono detta: "Va bene,
se così vuole la Madonna". Jakov invece ha detto alla Madonna:
"Tu porta Vicka, perché loro sono in tanti fratelli. Non
portare me che sono figlio unico". Diceva così perché
non voleva andare.
Padre Livio: Evidentemente lui pensava che non sareste più tornati!
(Nota: la riluttanza di Jakov è stata provvidenziale, perché
rende ancora più credibile e reale il racconto).
Vicka: Sì, lui pensava che non saremmo più tornati e che
saremmo andati per sempre. Io intanto pensavo quante ore o quanti giorni
sarebbero stati necessari e mi chiedevo se saremmo andati in alto o
in basso. Ma in un attimo la Madonna ha preso me per la mano destra
e Jakov per la mano sinistra e il tetto si è aperto per lasciarci
passare.
Padre Livio: Si è aperto tutto?
Vicka: No, non si è aperto tutto, ma solo quella parte che era
necessaria per farci passare. In pochi istanti siamo arrivati in Paradiso.
Mentre salivamo, vedevamo giù in basso le case piccole, più
piccole di quando si vedono dall’aereo.
Padre Livio: Ma tu guardavi giù sulla terra, mentre venivate
portati in alto?
Vicka: Mentre venivamo portati in alto, guardavamo giù.
Padre Livio: E che cosa vedevate?
Vicka: Tutto molto piccolo, più piccolo di quando si va in aereo.
Intanto pensavo: "Chissà quante ore o quanti giorni ci vogliono!".
Invece in un momento siamo arrivati. Ho visto un grande spazio....
Padre Livio: Senti, ho letto in qualche parte, non so se è vero,
che c’è un porta, con una persona piuttosto anziana accanto.
Vicka: Sì, sì. C’è una porta di legno.
Padre Livio: Grande o piccola?
Vicka: Grande. Sì, grande.
Padre Livio: E’ importante. Significa che vi entra tanta gente.
La porta era aperta o chiusa?
Vicka: Era chiusa, ma la Madonna l’ha aperta e noi vi siamo entrati.
Padre Livio: Ah, come l’ha aperta? Si è aperta da sola?
Vicka: Da sola. Siamo andati verso la porta che si è aperta da
sola.
Padre Livio: Mi pare di capire che la Madonna è davvero la porta
del cielo!
Vicka: A destra della porta c’era S. Pietro.
Padre Livio: Come hai fatto a sapere che era S. Pietro?
Vicka: Ho capito subito che era lui. Con una chiave, piuttosto piccolo,
con la barba, un po’ tarchiato, con i capelli. E’ rimasto
uguale.
Padre Livio: Era in piedi o seduto?
Vicka: In piedi, in piedi, vicino alla porta. Appena entrati, siamo
andati avanti, camminando, forse tre, quattro metri. Non abbiamo visitato
tutto il Paradiso, ma la Madonna ce lo ha spiegato. Abbiamo visto un
grande spazio avvolto da una luce che non esiste qui sulla terra. Abbiamo
visto le persone che sono né grasse, né magre, ma tutte
uguali e hanno vesti di tre colori: il grigio, il giallo e il rosso.
Le persone camminano, cantano, pregano. Ci sono anche dei piccoli Angeli
che volano. La Madonna ci ha detto: "Guardate quanto sono felici
e contente le persone che si trovano qui in Paradiso". E’
una gioia che non si può descrivere e che qui sulla terra non
esiste.
Padre Livio: La Madonna vi ha fatto capire l’essenza del Paradiso
che è la felicità che non finisce mai. "In cielo
c‘è la gioia", ha detto in un suo messaggio. Vi ha
fatto poi vedere le persone perfette e senza alcun difetto fisico, per
farci comprendere che, quando ci sarà la resurrezione dei morti,
avremo un corpo di gloria come quello di Gesù Risorto. Vorrei,
però, sapere che tipo di vestito indossavano. Delle tuniche?
Vicka: Sì, delle tuniche.
Padre Livio: Arrivavano fino in fondo ai piedi o erano corte?
Vicka: Erano lunghe e arrivavano fino in fondo.
Padre Livio: Di che colore erano le tuniche?
Vicka: Grigio, giallo e rosso.
Padre Livio: Secondo te, hanno un significato questi colori?
Vicka: La Madonna non ce lo ha spiegato. Quando Lei vuole, la Madonna
spiega, ma in quel momento non ci ha spiegato perché hanno le
tuniche di tre diversi colori.
Padre Livio: Come sono gli Angeli?
Vicka: Gli angeli sono come dei piccoli bambini.
Padre Livio: Hanno il corpo completo o solo la testa come nell’arte
barocca?
Vicka: Hanno tutto il corpo.
Padre Livio: Indossano anche loro delle tuniche?
Vicka: Sì, ma sono corte.
Padre Livio: Si vedono le gambine allora?
Vicka: Sì, perché loro non hanno le tuniche lunghe.
Padre Livio: Hanno delle piccole ali?
Vicka: Sì, hanno le ali e volano al di sopra delle persone che
sono in Paradiso.
Padre Livio: Una volta la Madonna ha parlato dell’aborto. Ha detto
che si tratta di un grave peccato e ne dovranno rispondere coloro che
lo procurano. I bambini invece non hanno colpa di ciò e sono
come dei piccoli Angeli in cielo. Secondo te, gli Angioletti del Paradiso
sono quei bambini abortiti?
Vicka: La Madonna non ha detto che i piccoli Angeli in Cielo sono i
bambini dell’aborto. Ha detto che l’aborto è un grande
peccato e che ne rispondono quelle persone che lo hanno fatto, e non
i bambini.
Padre Livio: Siete, poi, andati in Purgatorio?
Vicka: Sì, dopo siamo andati in Purgatorio.
Padre Livio: Avete fatto tanta strada?
Vicka: No, il Purgatorio è vicino.
Padre Livio: Vi ha portato la Madonna?
Vicka: Si, tenendoci per mano.
Padre Livio: Vi faceva camminare o volare?
Vicka: No, no, ci faceva volare.
Padre Livio: Ho capito. La Madonna vi ha trasportato dal Paradiso al
Purgatorio, tenendovi per mano.
Vicka: Anche il Purgatorio è un grande spazio. In Purgatorio,
però, non si vedono le persone, ma solo si vede una grande nebbia
e si sente...
Padre Livio: Che cosa si sente?
Vicka: Si sente che le persone soffrono. Sai, si sentono dei rumori....
Padre Livio: Ho appena mandato alle stampe il mio libro: "Perché
credo a Medjugorje", dove scrivo che nel Purgatorio si sentirebbero
come dei pianti, delle grida, dei colpi...E’ esatto? Anch’io
facevo fatica a trovare le parole giuste in lingua italiana per dare
il senso di quello che tu dici in croato ai pellegrini.
Vicka: Non si può dire che si sentono dei colpi e neppure che
si sentono dei pianti. Lì non si vedono le persone. Non è
come il Paradiso.
Padre Livio: Che cosa si sente allora?
Vicka: Si sente che soffrono. E’ una sofferenza di diverso genere.
Si sentono delle voci e anche dei rumori, come uno che si picchia...
Padre Livio: Si picchiano fra di loro?
Vicka: Si sente così, ma io non ho potuto vedere. E’ difficile,
Padre Livio, spiegare una cosa che tu non vedi. Una cosa è sentire
e un’altra è vedere. In Paradiso tu vedi che camminano,
cantano, pregano, e quindi lo puoi riferire con esattezza. In Purgatorio
si vede solo una grande nebbia. Le persone che si trovano lì
aspettano le nostre preghiere per poter andare quanto prima in Paradiso.
Padre Livio: Chi ha detto che attendono le nostre preghiere?
Vicka: La Madonna ha detto che le persone che si trovano in Purgatorio
aspettano le nostre preghiere per poter andare quanto prima in Paradiso.
Padre Livio: Senti, Vicka: la luce del Paradiso potremmo interpretarla
come la divina presenza in cui sono immerse le persone che si trovano
in quel luogo di beatitudine. La nebbia del Purgatorio, invece, che
cosa sta ad indicare, secondo te?
Vicka: Per me, la nebbia è sicuramente un segno di speranza.
Loro stanno soffrendo, ma hanno la certa speranza che andranno in Paradiso.
Padre Livio: Mi colpisce che la Madonna insista sulle nostre preghiere
per le anime del Purgatorio.
Vicka: Sì, la Madonna dice che hanno bisogno delle nostre preghiere
per andare prima in Paradiso.
Padre Livio: Allora le nostre preghiere possono abbreviare il Purgatorio.
Vicka: Se noi preghiamo di più, loro vanno prima in Paradiso.
Padre Livio: Adesso parlaci dell’Inferno.
Vicka: Sì. Prima abbiamo visto un grande fuoco.
Padre Livio: Toglimi una curiosità: si sentiva caldo?
Vicka: Sì. Eravamo abbastanza vicini e davanti a noi c’era
il fuoco.
Padre Livio: Capisco. D’altra parte Gesù parla di "fuoco
eterno".
Vicka: Sai, noi vi siamo stati con la Madonna. Per noi è stato
un modo diverso. Capito?
Padre Livio: Sì, certo! Certo! Eravate solo spettatori e non
attori di quel tremendo dramma.
Vicka: Abbiamo visto le persone che prima di entrare nel fuoco...
Padre Livio: Scusami: ma il fuoco era grande o piccolo?
Vicka: Grande. Era un grande fuoco. Abbiamo visto le persone che prima
di entrare nel fuoco sono normali; poi, quando precipitano nel fuoco,
vengono trasformati in orribili animali. Si sentono tante bestemmie
e le persone che urlano e gridano.
Padre Livio: Questa trasformazione delle persone in orribili animali
per me sta a significare lo stato di perversione dei dannati che ardono
nelle fiamme dell’odio contro Dio. Toglimi ancora una curiosità:
queste persone trasformate in bestie mostruose hanno anche le corna?
Vicka: Cosa? Le corna?
Padre Livio: Quelle che hanno i diavoli.
Vicka: Sì, sì. E’ come quando tu vedi una persona,
per esempio una ragazza bionda, che prima di entrare nel fuoco è
normale. Ma quando va giù nel fuoco e poi ritorna su, si cambia
in una bestia, come se non fosse mai stata una persona.
Padre Livio: ci ha detto Marija, nell’intervista fatta a Radio
Maria, che quando la Madonna vi ha fatto vedere l’Inferno durante
l’apparizione senza però portarvi nell’aldilà,
questa ragazza bionda, quando è uscita dal fuoco, aveva anche
le corna e la coda. E’ così?
Vicka: Sì, certo.
Padre Livio: Il fatto che le persone trasformate in bestie abbiano anche
le corna e la coda per me significa che sono diventati come dei demoni.
Vicka: Sì, è proprio un modo di essere simile a demoni.
E’ una trasformazione che avviene rapidamente. Prima di precipitare
giù nel fuoco, sono normali e quando ritornano su sono trasformati.
La Madonna ci ha detto: "Queste persone che si trovano qui all’Inferno
vi sono andate con la loro propria volontà, perché loro
vi hanno voluto andare. Quelle persone che qui sulla terra vanno contro
Dio già incominciano a vivere un Inferno e poi solo continuano".
Padre Livio: Questo l’ha detto la Madonna?
Vicka: Sì, sì, lo ha detto proprio lei.
Padre Livio: La Madonna ha detto dunque, se non proprio con queste parole,
però esprimendo questo concetto, che all’Inferno va chi
ci vuole andare, ostinandosi ad andare contro Dio fino alla fine?
Vicka: Ci va chi vuole, certo. Va chi è contro la volontà
di Dio. Chi vuole, va. Dio non manda nessuno. Tutti abbiamo la possibilità
di salvarci.
Padre Livio: Dio non manda nessuno all’Inferno: l’ha detto
la Madonna, o lo dici tu?
Vicka: Dio non manda. La Madonna ha detto che Dio non manda nessuno.
Siamo noi che vogliamo andarci, per nostra scelta.
Padre Livio: Quindi, che Dio non manda nessuno lo ha detto la Madonna.
Vicka: Sì, ha detto che Dio non manda nessuno.
Padre Livio: Ho sentito dire o ho letto da qualche parte che la Madonna
ha detto che non si deve pregare per le anime dell’Inferno.
Vicka: Per quelle dell’inferno, no. La Madonna ha detto che non
si prega per quelle dell’Inferno, ma solo per quelle del Purgatorio.
Padre Livio: D’altra parte i dannati dell’Inferno non vogliono
le nostre preghiere.
Vicka: Non le vogliono e non servono a niente.
Il racconto di Jacov del
suo viaggio nell'aldilà
Tratto dall'intervista di Padre Livio di Radio Maria
Viaggio nell’aldilà
con il corpo
PADRE LIVIO: Quello che
abbiamo sentito da Vicka, vorremmo ascoltarlo ora anche dalla tua viva
voce. Credo che le due testimonianze insieme diventeranno non solo più
credibili, ma anche più complete.
Vorrei però prima osservare che mai era successo, in due millenni
di cristianesimo, che due persone fossero state portate nell'aldilà
col loro corpo e poi riportate fra di noi, affinché ci riferissero
quanto avevano visto. Indubbiamente la Madonna ha voluto dare un forte
richiamo all'uomo moderno, che spesso pensa che con la vita finisce
tutto. Questa testimonianza sull'aldilà è indubbiamente
una delle più forti che Dio ci abbia mai rivolto, ed è
da ritenere a mio giudizio un atto di grande misericordia nei confronti
della nostra generazione.
Vorrei sottolineare il fatto che qui ci troviamo di fronte a una grazia
straordinaria che avete ricevuto e che a noi credenti non è lecito
sottovalutare. Infatti, lo stesso apostolo Paolo, quando vuole ricordare
ai suoi denigratori i carismi che ha ricevuto da Dio, menziona proprio
il fatto di essere stato trasportato in Paradiso; non sa dire però
se col corpo o senza corpo. Si tratta indubbiamente di un dono rarissimo
e straordinario, dato da Dio a voi, ma soprattutto a noi. Ora chiediamo
a Jakov di raccontarci questa incredibile esperienza nel modo più
completo possibile. Quando è avvenuto? Quanti anni avevi allora?
JAKOV: Avevo undici anni.
PADRE LIVIO: Ti ricordi che anno era?
JAKOV: Era il 1982.
PADRE LIVIO: Non ti ricordi in che mese?
JAKOV: Non mi ricordo.
PADRE LIVIO: Neanche Vicka si ricorda il mese. Forse era Novembre?
JAKOV: Non posso dirlo.
PADRE LIVIO: Comunque eravamo nel 1982?
JAKOV: Sì.
PADRE LIVIO: Il secondo anno delle apparizioni, dunque.
JAKOV: Io e Vicka eravamo nella mia casa vecchia.
PADRE LIVIO: Sì, mi ricordo di averla vista. Ma c'è ancora
adesso?
JAKOV: No, non c'è più adesso. C'era mia mamma dentro.
La mamma è uscita fuori un attimo, mentre io e Vicka abbiamo
parlato e scherzato.
PADRE LIVIO: Dove eravate stati prima? Ho sentito dire che eravate andati
a Citluk.
JAKOV: Sì.. Penso che gli altri erano rimasti là, mentre
noi siamo tornati a casa. Non mi ricordo bene adesso.
PADRE LIVIO: Dunque voi due eravate nella casa vecchia, mentre tua mamma
era uscita un momento.
JAKOV: Vicka ed io abbiamo parlato e scherzato.
PADRE LIVIO: Che ore erano più o meno?
JAKOV: Era pomeriggio. Ci giriamo e vediamo in mezzo alla casa la Madonna
e subito ci inginocchiamo. Lei ci saluta come sempre e dice...
PADRE LIVIO: Come saluta la Madonna?
JAKOV: Saluta dicendo "Sia lodato Gesù Cristo Poi subito
ci ha detto: “Adesso vi porto con me “. Ma immediatamente
ho risposto di no. [62]
PADRE LIVIO: "Vi porto con me" ... Dove?
JAKOV: A farci vedere il Paradiso, l'inferno e il Purgatorio.
PADRE LIVIO: Vi ha detto: "Adesso vi porto con me a farvi vedere
il Paradiso, l'inferno e il Purgatorio", e tu ti sei spaventato?
JAKOV: Le ho detto: "No, io non vado". Ho pensato, infatti,
che avevo già accettato la Madonna, le sue apparizioni e i suoi
messaggi. Ma adesso che dice: "Ti porto a vedere il Paradiso, il
Purgatorio e l'inferno", per me è già un'altra cosa...
PADRE LIVIO: Un'esperienza troppo grande?
JAKOV: Si e le ho detto: "No, Madonna, no. Tu portati Vicka. Loro
sono otto, mentre io sono figlio unico. Anche se di loro ne rimane uno
in meno ...
PADRE LIVIO: Tu pensavi che...
JAKOV: Che non sarei tornato più giù. Ma la Madonna ha
detto: "Non dovete avere paura di niente. Io sono con voi"[63]
Questa "no', di Jakov alla Madonna rende tutta la narrazione altamente
credibile. Jakov era un bambino di undici anni, ma nonostante ciò
si rende conto che l'esperienza che sta per affrontare è troppo
grande per lui. Già aveva dovuto aprirsi a realtà incredibili
e straordinarie, che avevano radicalmente cambiato la sua vita. Ora
è normale che la natura umana tremi di fronte a un orizzonte
sconosciuto e in un certo senso temibile come l'aldilà. È
la grazia della presenza di Maria che aiuta i due ragazzi ad affrontare
questo mondo ignoto, oltre i limiti della nostra esperienza.
PADRE LIVIO: Certo che la
presenza della Madonna dà grande sicurezza e serenità.
“Ti porto a vedere il Paradiso…”
JAKOV: Ci ha preso per mano.. è durato proprio...
PADRE LIVIO: Senti Jakov; vorrei una precisazione. Ti ha preso per la
mano destra o per quella sinistra?
JAKOV: Non mi ricordo.
PADRE LIVIO: Sai perché te lo chiedo? Vicka dice sempre che la
Madonna ha preso lei per la mano destra.
JAKOV: E allora ha preso me per la mano sinistra.
PADRE LIVIO: E poi che cosa è successo?
JAKOV: Dopo è proprio durato pochissimo... Abbiamo visto subito
il cielo...
PADRE LIVIO: Senti, ma come avete fatto ad uscire di casa?
JAKOV: La Madonna ci ha preso e si è aperto tutto.
PADRE LIVIO: Si è aperto il tetto?
JAKOV: Sì, tutto. Poi siamo subito arrivati in Paradiso.
PADRE LIVIO: In un istante?
JAKOV: In un istante.
PADRE LIVIO: Mentre andavate su in Paradiso, guardavate giù?
JAKOV: No.
PADRE LIVIO: Tu non hai guardato giù?
JAKOV: No.
[64] Vicka, più grande e più osservatrice di Jakov,
racconta di aver guardato in basso e di aver visto la terra molto piccola.
Ambedue concordano nel dire che sono arrivati in Paradiso in un attimo.
Per comprendere correttamente questa straordinaria testimonianza, occorre
tener conto della pedagogia divina, che mostra l'aldilà così
come la nostra natura umana di pellegrini sulla terra lo può
comprendere e recepire. D'altra parte non bisogna dimenticare che in
Paradiso, in Purgatorio e all'inferno ci sono le anime senza i corpi,
i quali risusciteranno alla fine del mondo. Di questa testimonianza
a mio parere occorre cogliere l'esattezza teologica, in quanto la descrizione
della sostanza dell'aldilà corrisponde in tutto alla fede della
Chiesa. Bisogna anche sottolineare l'estremo realismo, quasi a voler
sottolineare la concretezza di queste verità riguardanti il nostro
destino ultimo.
PADRE LIVIO: Non hai visto
niente mentre salivate in alto?
JAKOV: No, no, no. Entriamo in questo spazio immenso...
PADRE LIVIO: Un momento. Ho sentito dire che prima siete passati da
una porta. C'era una porta o non c'era?
JAKOV: Sì, c'era. Vicka dice che lei ha visto anche..., come
si dice...
PADRE LIVIO: San Pietro.
JAKOV: Si, San Pietro.
PADRE LIVIO: Tu, l'hai visto?
JAKOV: No, non ho guardato. Ero così spaventato in quel momento
che nella mia testa non so cosa... (65)
] Jakov fin dall'inizio aveva mostrato la sua riluttanza a fare questa
esperienza e ha bisogno di tempo per ritrovare la calma. Ciò
avverrà fra poco, quando gusterà la gioia del Paradiso
che lui ha descritto in un modo insuperabile, con pochi profondissimi
accenni.
PADRE LIVIO: Vicka invece
guardava tutto. Per la verità lei vede sempre tutto, anche su
questa .terra.
JAKOV: Lei era più coraggiosa.
PADRE LIVIO: Lei dice di aver guardato giù e di aver visto la
terra piccola, e dice anche che, prima di entrare in Paradiso, c'era
una porta chiusa. Era chiusa?
JAKOV: Sì, e dopo man mano si è aperta e siamo entrati.
PADRE LIVIO: Ma chi l'ha aperta?
JAKOV: Non so. Da sola...
PADRE LIVIO: Si è aperta da sola?
JAKOV: Sì, sì.
PADRE LIVIO: Sì è aperta davanti alla Madonna?
JAKOV: Sì, si, proprio così. Entriamo in questo spazio...
[66]
[66] Mi sono permesso di insistere su questo particolare della porta
che si apre davanti alla Madonna, perché forse qui è simboleggiata
la bellissima invocazione con la quale chiamiamo Maria "Porta del
cielo".
PADRE LIVIO: Senti, camminavate
su qualcosa di solido?
JAKOV: Cosa? No, non sentivo niente.
PADRE LIVIO: Eri proprio preso da una grande paura.
JAKOV: Eh, non sentivo proprio né i miei piedi, né le
mie mani, niente in quel momento.
PADRE LIVIO: Vi ha tenuto per mano la Madonna?
JAKOV: No, dopo non mi ha più tenuto per mano. (67)
[67] La Madonna aveva preso per mano Jakov e Vicka, in precedenza, quando
dalla casa li aveva portati in Paradiso.
PADRE LIVIO: Lei vi precedeva e voi la seguivate.
JAKOV: Sì.
PADRE LIVIO: È ovvio che fosse lei a precedervi in quel regno
misterioso.
JAKOV: Entriamo in questo spazio...
PADRE LIVIO: Anche se c'era la Madonna, avevi lo stesso paura?
JAKOV: Oh!
PADRE LIVIO: Incredibile, avevi paura!
JAKOV: Perché, come ho detto prima, pensi...
PADRE LIVIO: Si trattava di un'esperienza tutta nuova.
JAKOV: Tutta nuova, perché non avevo mai pensato… Lo sapevo,
perché ce lo hanno insegnato fin da bambini, che c'è il
Paradiso, come pure l'inferno. Ma sai, quando a un bambino parlano di
queste cose, ha una paura grandissima.
PADRE LIVIO: Non dobbiamo dimenticarci che Vicka aveva sedici anni e
Jakov soltanto undici. Una diversità di età importante.
JAKOV: Eh, infatti.
PADRE LIVIO: Certo, è perfettamente comprensibile.
JAKOV: E quando dici a un bambino: "Adesso ti porto a vedere quelle
cose là", penso si spaventi.
PADRE LIVIO: (rivolto ai presenti): "C'è un bambino qui
di dieci anni? Eccolo. Guardate com'è piccolo. Portatelo nell'aldilà
e vedrete se non si spaventa".
JAKOV: (rivolto al bambino): Non te lo auguro.
PADRE LIVIO: Hai provato, dunque, un' emozione grandissima?
JAKOV: Sicuramente.
La gioia del Paradiso
PADRE LIVIO: Che cosa hai visto in Paradiso?
JAKOV: Entriamo in questo spazio immenso.
PADRE LIVIO: Uno spazio immenso?
JAKOV: Sì, una luce bellissima nella quale si può vedere
dentro... Gente, tanta gente.
PADRE LIVIO: È affollato il Paradiso?
JAKOV: Si, c'è tanta gente.
PADRE LIVIO: Per fortuna sì.
JAKOV: Gente che era vestita con vesti lunghe.
PADRE LIVIO: Vesti, nel senso di tuniche lunghe?
JAKOV: Si La gente cantava.
PADRE LIVIO: Cosa cantava?
JAKOV: Cantava delle canzoni, ma non abbiamo capito che cosa.
PADRE LIVIO: Immagino che cantassero bene.
JAKOV: Si, si. Le voci erano bellissime.
PADRE LIVIO: Voci bellissime?
JAKOV: Sì, voci bellissime. Però la cosa che più
mi ha colpito è stata proprio quella gioia che vedevi sul viso
di quella gente.
PADRE LIVIO: Si vedeva la gioia sul volto delle persone?
JAKOV: Si, sul viso della gente. Ed è quella gioia che senti
dentro, perché finora abbiamo parlato della paura, ma quando
siamo entrati in Paradiso, in quel momento si sentiva solo la gioia
e la pace che si possono sentire nel Paradiso.
PADRE LIVIO: Anche tu nel tuo cuore la sentivi?
JAKOV: Anch'io nel mio cuore.
PADRE LIVIO: E quindi hai in un certo senso gustato un po' di Paradiso.
JAKOV: Ho gustato quella gioia e quella pace che si sentono in Paradiso.
Per questo tutte le volte che mi chiedono com'è il Paradiso,
non mi piace molto parlarne.
PADRE LIVIO: Non è esprimibile.
JAKOV: Perché ritengo che il Paradiso non è quello che
noi vediamo veramente con i nostri occhi.
PADRE LIVIO: Interessante quello che stai dicendo..
JAKOV: Il Paradiso è quello che vediamo e che sentiamo nel nostro
cuore. [68]
[68] Jakov è perfettamente consapevole che la Madonna ha fatto
vedere il Paradiso, e successivamente il Purgatorio e l'inferno, nel
modo in cui a noi, che siamo ancora nella fragilità della carne,
è possibile capire e vedere. Le immagini non sono necessariamente
da prendere alla lettera, ma piuttosto da interpretare nel loro valore
simbolico. Lo spazio immenso sta a indicare che siamo oltre i limiti
della finitezza e siamo entrati nel mondo dell'infinito. La luce richiama
la divina presenza che ci avvolge. lì grande numero dei salvati
ricorda la moltitudine immensa di cui parla l'Apocalisse. lì
canto esprime la preghiera e la lode di Dio, che si contrappone alle
bestemmie dell'inferno. La pace e la gioia sui volti rendono molto bene
il concetto di beatitudine eterna che è data come ricompensa
ai giusti. Jakov non sotto valuta affatto ciò che la Madonna
ha fatto vedere, però la vera misura di ciò che è
il Paradiso l'ha avuta non dai suoi occhi, ma dal suo cuore. È
col cuore che ha pregustato qualcosa di quella gioia divina del Paradiso,
di cui però anche qui sulla terra ci viene data la caparra, se
ci apriamo alla grazia di Dio.
PADRE LIVIO: Questa testimonianza mi pare eccezionale e molto profonda.
Infatti Dio deve adattarsi alla debolezza dei nostri occhi di carne,
mentre è nel cuore che può comunicarci le realtà
più sublimi del mondo soprannaturale.
JAKOV: È quello che si sente dentro la cosa più importante.
Per questo, anche se volessi descrivere quello che ho sentito in Paradiso,
non potrei mai, perché non è esprimibile ciò che
ha sentito il mio cuore.
PADRE LIVIO: Il Paradiso quindi non era tanto quello che hai visto quanto
quello che per grazia hai sentito dentro dite.
JAKOV: Quello che ho sentito, sicuramente.
PADRE LIVIO: E che cosa hai sentito?
JAKOV: Una gioia immensa, una pace, una voglia di rimanere, di stare
sempre lì. E uno stato in cui non pensi a niente e a nessun altro.
Ti senti rilassato in tutti i modi, una esperienza incredibile. [69]
[69] Qui Jakov cerca di descrivere lo stato esistenziale in cui una
persona è liberata da ogni paura, preoccupazione e angoscia.
L'Apocalisse descrive la medesima realtà con le celebri espressioni:
"Non vi sarà più la morte, nè lutto, nè
lacrima, nè lamento, perché le cose di prima sono passate"
(22,4). Nei suoi messaggi la Madonna ha accennato più volte al
Paradiso, senza descriverlo, ma dicendo che “Nel cielo c'è
la gioia”; che noi possiamo già sperimentare in anticipo,
nel pellegrinaggio della vita, quando camminiamo sulla via della salvezza.
PADRE LIVIO: Eppure eri un bambino.
JAKOV: Ero un bambino, sì.
PADRE LIVIO: Ma sentivi tutto questo?
JAKOV: Sì, sì.
PADRE LIVIO: E che cosa ha detto la Madonna?
JAKOV: La Madonna ha detto che in Paradiso va la gente che è
rimasta fedele a Dio. È per questo che, quando parliamo del Paradiso,
ora possiamo richiamare questo messaggio della Madonna che dice: "Io
sono venuta qui per salvarvi tutti e portarvi tutti un giorno da mio
Figlio". Così tutti potremo conoscere quella gioia e quella
pace che si sentono dentro. Quella pace e tutto ciò che Dio ci
può dare si sperimentano in Paradiso. [70]
[70] A jakov non sfugge il motivo per cui la Madonna lo ha portato col
corpo in Paradiso insieme a Vicka. Si tratta di ricordare a noi uomini
che cosa Dio ha preparato per coloro che si aprono a lui. Si dischiude
così ai nostri occhi lo sbocco dell'eterna gioia, verso cui la
nostra vita è diretta, quando persevera sulla via di Dio. Oggi
gli uomini hanno perso queste prospettive e la Madonna è ricorsa
a una esperienza così forte e unica nel suo genere per richiamarci
all'essenziale. L'obiettivo di salvare tutte le anime e portarle in
Paradiso è anche la ragione addotta dalla Madonna per spiegare
la sua lunga permanenza in mezzo a noi.
PADRE LIVIO: Senti JAKOV: in Paradiso avete forse visto Dio?
JAKOV: No, no, no.
PADRE LIVIO: Avete solo gustato la sua gioia e la sua pace?
JAKOV: Sicuramente.
PADRE LIVIO: La gioia e la pace che Dio dà in Paradiso?
JAKOV: Sicuramente. E dopo questo...
PADRE LIVIO: C'erano anche gli angeli?
JAKOV: Io non li ho visti.
PADRE LIVIO: Tu non li hai visti, ma Vicka dice che in alto c'erano
dei piccoli angeli che volavano. Osservazione assolutamente giusta,
visto che in Paradiso ci sono anche gli angeli. Solo che tu non guardi
troppo ai particolari e vai sempre all'essenziale. Sei più attento
alle esperienze interiori che alle realtà esteriori. Quando hai
descritto la Madonna, non hai fatto tanto riferimento ai tratti esterni,
ma hai subito colto il suo atteggiamento di madre. Allo stesso modo
per quanto riguarda il Paradiso, la tua testimonianza riguarda in primo
luogo la grande pace, l'immensa gioia e il desiderio di restare li che
si provano.
JAKOV: Sicuramente.
PADRE LIVIO: Ecco, che altro puoi dire del Paradiso, Jakov?
JAKOV: Nient'altro del Paradiso.
PADRE LIVIO: Senti, Jakov; quando tu vedi la Madonna non senti già
un po' di Paradiso nel cuore?
JAKOV: Sì, ma è diverso.
PADRE LIVIO: Ah sì? E qual è la diversità?
JAKOV: Come abbiamo detto prima, la Madonna è Madre. Nel Paradiso
non senti quel tipo di gioia, ma un'altra.
PADRE LIVIO: Vuoi dire una gioia diversa?
JAKOV: Si sente un'altra gioia, diversa da quella che si prova quando
si vede la Madonna.
PADRE LIVIO: Quando si vede la Madonna che gioia si prova?
JAKOV: Una gioia di madre.
PADRE LIVIO: Invece in Paradiso com'è la gioia: maggiore, minore
o uguale?
JAKOV: Per me è una gioia più grande.
PADRE LIVIO: Quella del Paradiso è più grande?
JAKOV: Più grande. Perché penso che il Paradiso è
il massimo che si possa avere. Però anche la Madonna ti dà
tantissima gioia. Sono due gioie diverse. [71]
[71] Dobbiamo essere grati a Jakov che, per grazia della Madonna, con
questa descrizione, semplice ma unica nel suo genere, ha fatto pregustare
a tutti coloro che lo ascoltavano un po' di quella gioia che Dio ci
ha preparato in Paradiso. Nessuno può raccontare queste cose
se non le ha sperimentate. Nulla come questo tipo di testimonianze rende
credibili le apparizioni. Infatti, queste cose si possono riferire solo
se la bocca parla col cuore pieno e traboccante. A mia conoscenza è
la prima volta che Jakov ha dato pubblicamente una testimonianza di
questo genere sull'aldilà.
PADRE LIVIO: Si tratta di
due gioie diverse, ma quella del Paradiso è proprio una gioia
divina, che nasce dalla contemplazione di Dio faccia a faccia. A voi
ne è stato dato un anticipo, nella misura in cui potevate sostenerlo.
Personalmente posso dire che, nei molteplici testi mistici che ho letto
durante la mia vita, non ho mai sentito descrivere il Paradiso in termini
cosi sublimi e coinvolgenti, anche se improntati alla più grande
semplicità e veramente comprensibili da tutti.
PADRE LIVIO: Bravo, Jakov! Adesso andiamo a vedere il Purgatorio. Dunque
siete usciti dal Paradiso... Come è avvenuto? La Madonna vi ha
condotto fuori?
JAKOV: Si, si. E ci siamo trovati...
PADRE LIVIO: Scusami, ma ho ancora una domanda: il Paradiso secondo
te è un luogo?
JAKOV: Sì, è un luogo.
PADRE LIVIO: Un luogo, ma non come ce ne sono sulla terra.
JAKOV: No, no, un luogo senza fine, ma non è come un nostro luogo
qui. È un'altra cosa. Tutta un'altra cosa.
La sofferenza del Purgatorio
JAKOV: Poi ci siamo trovati
in uno spazio pieno di nebbia. Non posso dire altro per descriverlo
se non dicendo che era una specie di nebbia. Lì dentro abbiamo
visto solo dei movimenti, ma la gente, le persone, non le abbiamo viste.
La Madonna ci ha detto che dobbiamo pregare tanto per le anime del Purgatorio,
perché hanno veramente bisogno delle nostre preghiere.
PADRE LIVIO: Senti un po': ma uscendo dal Paradiso è scomparsa
anche quella gioia?
JAKOV: Sì, ma non è scomparsa del tutto. Quando però
entri nel Purgatorio non senti più ciò che hai sentito
prima. PADRE LIVIO: No? Che cosa si sente?
JAKOV: Si sente... Quando vedi questi movimenti dentro la nebbia, subito
pensi che sono le anime della gente e anche tu senti fastidio. Senti
fastidio, ma anche pena per loro.
PADRE LIVIO: Senti anche la pena per loro?
JAKOV: Ti dispiace per loro perché sono finiti lì e perché
un attimo prima eri in quella gioia immensa e in quella pace e vedevi
la gente che era proprio contenta. Poi vedi queste anime che soffrono
e subito provi pena per loro.
PADRE LIVIO: Certo, e quindi dobbiamo pregare per loro.
JAKOV: La Madonna ha raccomandato tanto di pregare per le anime del
Purgatorio, perché hanno bisogno delle nostre preghiere.
PADRE LIVIO: In questo modo il Purgatorio viene abbreviato?
JAKOV: Sì. Oggi tante volte affermiamo, e anch'io spesso l'ho
sentito, che un nostro caro, che è morto, è andato sicuramente
in Paradiso. Solo Dio sa dove sono i nostri morti. [72]
[72] Osservazione piena di saggezza, ed impressiona il fatto che sia
un ragazzo a farla. Anche noi sacerdoti, quando celebriamo i funerali,
siamo molti facili ad assegnare il Paradiso a chiunque. Sarebbe molto
più giusto e più utile invece invitare i fedeli alla preghiera
incessante per le anime dei nostri cari morti e per tutte le anime più
abbandonate del Purgatorio.
PADRE LIVIO: Secondo te
allora in che modo possiamo aiutarli?
JAKOV: Possiamo pregare per i nostri morti. Offrire sante Messe per
loro.
PADRE LIVIO: Molto giusto...
JAKOV: È per questo che la Madonna si rivolge a noi. (73)
[73] La descrizione che
Jakov fa del Purgatorio rispecchia fedelmente gli insegnamenti della
fede. Si tratta infatti di un luogo di sofferenza, ma non senza speranza.
La stessa nebbia, che si contrappone alla luce del Paradiso, sta a indicare
che non siamo in una oscurità senza sbocchi. È nel medesimo
tempo un luogo di purificazione, la quale può essere abbreviata
dalle nostre preghiere. L'invito della Madonna a pregare per le anime
del Purgatorio pare essere uno dei motivi che l'hanno spinta a portarvi
due ragazzi. Si tratta di una forma squisita di carità, che corrisponde
alla grande tradizione della Chiesa, ma che deve essere riscoperta in
tutto il suo valore dai fedeli. La Madonna anche nei messaggi rivolti
tramite la veggente Marija ha invitato a pregare per le anime del Purgatorio,
sottolineando che esse a loro volta ci aiutano a comprendere che le
cose della terra non sono cosi importanti per noi e che il Cielo è
la sola meta a cui dobbiamo tendere.
Il fuoco dell’inferno
PADRE LIVIO: Certo. E poi...
JAKOV: Poi dopo non farmi più domande. Dell'inferno non ne ho
mai parlato. Non mi è mai piaciuto farlo e non ho nemmeno guardato
tanto.
PADRE LIVIO: Sì? Perché?
JAKOV: Per me è stato...
PADRE LIVIO: Forse perché eri piccolino?
JAKOV: Ero piccolino ed è molto impressionante. Non appena mi
sono avvicinato, subito non ho voluto più guardare.
PADRE LIVIO: E hai guardato da un'altra parte?
JAKOV: Sì. Al solo ripensare all'inferno, mi vengono i...
PADRE LIVIO: Ti vengono i brividi?
JAKOV: Mi vengono i brividi e mi viene da star proprio male.
PADRE LIVIO: Ti viene da star male? Ma che cosa hai visto, che cosa
hai visto, così con un colpo d'occhio al primo momento?
JAKOV: Abbiamo visto un fuoco.
PADRE LIVIO: (rivolto al pubblico della catechesi giovanile): Ragazzi
scusate, vale la pena sottolineare che in due millenni di storia del
cristianesimo nessuno è mai andato nell'aldilà a vedere
l'inferno e poi è tornato nell'aldiqua. E per di più lo
sta dicendo a Radio Maria che si sente non solo in tutta Italia, ma
anche in America. Stiamo vivendo indubbiamente un momento importante
ed emozionante. Scusa Jakov... Eri piccolino e fortemente impressionato?
JAKOV: Sicuramente. Perché penso che ogni bambino piccolo, quando
vede una cosa brutta, ne rimane seriamente impressionato, assai più
delle persone grandi.
PADRE LIVIO: Sì, certo.
JAKOV: Noi abbiamo visto... Nell'istante in cui ho guardato ho visto
un fuoco e dentro il fuoco…
PADRE LIVIO: Era grande il fuoco?
JAKOV: Sì. E ho visto gente, ma non era gente. Era un tipo di
gente che si trasformava, e poi subito mi sono...
PADRE LIVIO: Che si trasformava in che cosa?
JAKOV: In un tipo di animali...
PADRE LIVIO: In figure orribili?
JAKOV: Sì. Allora mi sono girato e non ho più guardato
queste cose.
PADRE LIVIO: Non hai più guardato?
JAKOV: No. Ecco quella scena è rimasta sempre impressa nella
mia testa. Infatti ai pellegrini non racconto mai dell'inferno.
Dio non vuole nessuno all'inferno
PADRE LIVIO: Si, ho capito. Ma la Madonna in quell'occasione ha detto
qualcosa?
JAKOV: No, a me no.
PADRE LIVIO: A Vicka ha detto che all'inferno ci vanno quelli che ci
vogliono andare.
JAKOV: Ecco, sicuramente.
PADRE LIVIO: Sei d'accordo anche tu?
JAKOV: Dio non ci vuole nessuno all'inferno. Siamo noi che ci vogliamo
andare.
PADRE LIVIO: La Madonna vuole che nessuno vada all'inferno?
JAKOV: Ma sicuramente. Lei ci vuole tutti in Paradiso.
PADRE LIVIO: Senti Jakov, non pensi che la Madonna ti abbia portato
nell'aldilà, come per dire: "Attenzione perché...?"
JAKOV: Certamente. Non è detto che io, che ho visto la Madonna,
vada direttamente in Paradiso.
PADRE LIVIO: Nessuno può essere sicuro di niente, se non si impegna.
Ma io volevo dirti che la Madonna forse desiderava farvi vedere l'inferno
affinché poi, come d'altra parte ha fatto Gesù con la
sua parola, voi metteste in guardia gli uomini del nostro tempo su dove
porta la via del peccato.
JAKOV: Sicuramente. Però finora ho parlato solo del Paradiso
e del Purgatorio. L’inferno lo lascio a Vicka, che lo racconta
così bene... [74]
[74] La testimonianza di Jakov sull'inferno, benché meno completa
di quella di Vicka, ha tuttavia un grande valore. Innanzi tutto coincide
nell'essenziale. L'inferno è stato presentato evangelicamente
ai ragazzi come un grande fuoco. La trasformazione degli uomini in figure
di animali orribili e spaventosi sta a indicare la perversione spirituale
della creatura che rifiuta irrevocabilmente Dio. La grande paura che
l'insolito e terrificante spettacolo ha suscitato nel bambino ci là
capire più di ogni altra cosa quale tremenda realtà sia
mai l'inferno. E bastato uno sguardo per far capire a Jakov la cosa
più importante che la Madonna voleva comprendesse, e cioè
che la perdizione eterna è una realtà, ma tuttavia noi
con un po' di buona volontà possiamo evitarla, perché
Dio ci vuole salvi con sé in Paradiso.
PADRE LIVIO: Comunque anche
la tua testimonianza è stata molto efficace. Ci hai detto che
ti ha fatto così impressione, che ti ha così colpito,
che ti ha arrecato una così grande pena...
JAKOV: Sì, una grande pena per la gente....
E’ difficile salvarsi?
PADRE LIVIO: Ti faceva pena quella gente che era là dentro?
JAKOV: Sì. Tu in quel momento pensi: ma ci voleva così
tanto per salvarsi?
PADRE LIVIO: È proprio così!
JAKOV: Ci voleva così poco. Solo...
PADRE LIVIO: Ci vuole poco per salvarsi?
JAKOV: Ci vuole poco per ciascuno di noi per salvarsi e quel poco lì
consiste nell'aprire il nostro cuore a Dio.
PADRE LIVIO: Basterebbe almeno chiedere la sua misericordia.
JAKOV: Sicuramente, chiederla.
PADRE LIVIO: Dunque Jakov non è poi così difficile salvarsi?
JAKOV: Sicuramente ci vuole poco. La Madonna ha detto, come ho accennato
prima, che basta che noi ci apriamo e per il resto fa tutto lei. [75]
(75) Questa impostazione del discorso è assolutamente valida
dal punto di vista teologico. È, infatti, la grazia di Dio che
salva. Noi non possiamo salvarci con le nostre sole forze. Tuttavia
dobbiamo collaborare con la buona volontà alla grazia che ci
viene data.
PADRE LIVIO: Dobbiamo metterla
nella condizione di poterci aiutare.
JAKOV: Con noi fa tutto la Madonna, ma noi dobbiamo aprirci a lei e
donarle il nostro cuore.
PADRE LIVIO: È chiaro che non ci può salvare se noi non
vogliamo.
JAKOV: Se noi le doniamo il cuore, lei poi può lavorare tramite
noi.
PADRE LIVIO: D'accordo Jakov, ma, secondo te, perché queste persone
che si trovano all'inferno non hanno voluto aprirsi?
JAKOV: Forse non hanno mai conosciuto l'amore di Dio.
PADRE LIVIO: Dio però va alla ricerca di tutti.
JAKOV: Oppure non hanno creduto che Dio esiste, non hanno mai sentito
il desiderio di Dio.
PADRE LIVIO: Alla radice però c'è sempre una chiusura.
JAKOV: O forse non hanno corrisposto alle grazie. Purtroppo tanti dicono:
"Alle apparizioni non crediamo". Ma come mai non ci si crede?
Eppure sappiamo che sono avvenute tante volte nel mondo: a Lourdes,
a Fatima, la Madonna ha lasciato dei segni. E purtroppo tanti ancora
non credono. [76]
[76] Questa osservazione è assolutamente valida. Infatti, è
vero che non si è tenuti a credere alle rivelazioni private,
ma tuttavia, specialmente quando la Chiesa le approva o permette che
i fedeli le seguano, esse sono una grazia che ci viene donata e della
quale dovremo rispondere a Dio, come di ogni altra grazia. Più
in generale, va detto che ad ognuno Dio dà i mezzi necessari
per salvarsi e nessuno si perde per difetto della Divina Misericordia.
La perdizione eterna di un'anima avviene per scelta propria, libera
e consapevole, e si consuma nella resistenza fino all'ultimo istante
alla grazia della conversione.
PADRE LIVIO: Il mistero della libertà umana è grande.
JAKOV: Ma penso che chi non crede, più che di segni per i suoi
occhi, ha bisogno di segni nel suo cuore. E noi queste persone le possiamo
aiutare con la nostra preghiera e con il nostro esempio. [77]
(77) Jakov giustamente osserva che, quando il cuore è chiuso,
i segni esterni non servono a molto. Il Vangelo ci ricorda che, quando
Gesù risuscitò Lazzaro morto da quattro giorni compiendo
il più grande dei miracoli i suoi nemici decisero di uccidere
sia lui che lo stesso Lazzaro. Solo la grazia di Dio che tocca il cuore
può smuovere una situazione esistenziale di chiusura a Dio. Ma
essa va ottenuta anche con la nostra preghiera, col nostro esempio e
con i nostri sacrifici.
PADRE LIVIO: Quindi possiamo aiutare le persone a salvarsi con la preghiera,
con l'esempio e penso anche con i nostri sacrifici.
JAKOV: Anche con i sacrifici, perché penso che, come ho detto
prima, oggi, purtroppo, gli uomini parlano tanto e dicono: "Dobbiamo
fare in questo modo, dobbiamo fare in quest'altro", ma poi non
mettono in pratica le loro parole. Invece dobbiamo parlare con la nostra
vita, in modo tale che la gente conosca Dio che agisce dentro di noi.
PADRE LIVIO: Hai perfettamente ragione.
JAKOV: E gli uomini devono vedere e conoscere dentro di loro come Dio
opera tramite noi.
PADRE LIVIO: Così deve essere.
JAKOV: Penso che questa sia la nostra testimonianza più bella.
Tratto da www.medjugorje.altervista.org
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