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LA DEVOZIONE ALLE SANTE
PIAGHE DI NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO
Premessa
Il nostro intento con questa pubblicazione è
aiutare le anime a comprendere l'infinito amore del Sacro Cuore e gli
infiniti meriti che ci derivano dalle sue Sante Piaghe.
Il Sacro Cuore ha privilegiato l'umile "giardino" di S. Francesco
di Sales e dopo aver rivelato a S. Margherita Maria Alacoque "Ecco
il Cuore che ha tanto amato gli uomini" si è manifestato a
Suor Maria Marta Chambon dicendo "ti ho scelta per diffondere la
devozione alle mie sante piaghe nei difficili tempi in cui viviamo”.
Un auspicio dalla lettura di queste pagine: poter pregare come San Bernardo
"o Gesù, le tue piaghe sono i miei meriti".
SUOR MARIA MARTA CHAMBON INFANZIA E GIOVINEZZA
Francesca Chambon nacque il 6 marzo 1841 da una
famiglia di contadini, poverissima e molto cristiana, nel villaggio della
Croix Rouge, presso Chambery.
Nello stesso giorno ricevette il santo battesimo nella chiesa parrocchiale
di S. Pietro di Lemenc.
Volle nostro Signore molto presto rivelarsi a quest'anima innocente. Aveva
appena 9 anni quando un venerdì santo, condotta dalla zia all'adorazione
della Croce, Cristo, nostro Signore, si offerse ai suoi sguardi lacerato,
insanguinato, come sul Calvario.
"Oh, in che stato era!" dirà lei più tardi.
Questa fu la prima rivelazione della passione del Salvatore, che tanto
posto avrebbe tenuto nella sua esistenza.
Ma l'aurora della sua vita apparve soprattutto favorita dalle visite di
Gesù Bambino. Nel giorno della sua prima Comunione, Egli venne
a lei visibilmente; da allora, in ogni giorno delle sue Comunioni, fino
alla morte, sarà sempre Gesù Bambino che ella vedrà
nella santa Ostia.
Egli si fa compagno inseparabile della sua giovinezza, la segue nel lavoro
della campagna, parla con lei lungo il cammino, l'accompagna alla misera
casupola paterna.
"Stavamo sempre insieme ... ah, quanto ero felice! Avevo il paradiso
nel cuore... " Così diceva al termine della sua vita, rievocando
quei dolci e lontani ricordi.
Al tempo di questi precoci favori, Francesca non pensava di dover confidare
ad altri la sua vita di famigliarità con Gesù: si accontentava
di goderne da sola, credendo ingenuamente che tutti possedessero il medesimo
privilegio,
Tuttavia il fervore e la purezza di questa bambina non potevano passare
inosservati al degno curato della parrocchia, che le permise di accostarsi
frequentemente alla sacra Mensa.
Fu lui che scoperse la sua vocazione religiosa e venne a presentarla al
nostro monastero, Francesca aveva 21 anni, quando la Visitazione di Santa
Maria di Chambery le aperse le porte. Due anni dopo, nella festa di Nostra
Signora degli Angeli, il 2 agosto 1864, pronunciava i santi voti e, con
il nome di suor Maria Marta, prendeva posto definitivamente tra le suore
di Santa Maria.
Nulla all'esterno rivelava il contatto particolare con Gesù Cristo.
La bellezza della figlia del Re era veramente tutta interiore... Dio,
che senza dubbio le riservava magnifici compensi, aveva trattato suor
Maria Marta, rispetto ai doni esteriori, con evidente parsimonia.
Modi e linguaggio rozzi, intelligenza meno che mediocre, che nessuna cultura,
neppure sommaria, sarebbe riuscita a sviluppare (suor Maria Marta non
sapeva né leggere né scrivere), sentimenti che non si sarebbero
elevati se non sotto l'influsso divino, temperamento vivo e un po' tenace...
La suore sue compagne lo dichiarano sorridendo: "Oh, santa... era
una vera santa... però, talvolta, quanta fatica!". La “santa”
lo sapeva bene! Nella sua incantevole semplicità si lamentava con
Gesù di avere tanti difetti.
I tuoi difetti - Egli rispondeva - sono la prova più grande che
quello che succede in te viene da Dio! Io non te li toglierò mai:
sono il velo che nasconde i miei doni. Tu hai molto desiderio di nasconderti?
Io ce l'ho ancor più di te!".
Di fronte a questo ritratto se ne può collocare con piacere un
secondo, con aspetti assai diversi e attraenti. Sotto l'apparenza esteriore
di un blocco informe, l'osservazione attenta delle superiore non tardò
ad intuire una fisionomia morale bellissima, che si andava perfezionando
giorno per giorno, grazie all'azione dello Spirito di Gesù.
Si notavano in lei dei tratti impressi con segni infallibili che rivelano
l'artista divino... e lo rivelano tanto meglio quanto più la mancanza
di attrattive naturali lo ha tenuto nascosto.
Nella sua così limitata capacità di comprendere, quanti
lumi celesti, quante idee profonde! In quel cuore incolto, che innocenza,
che fede, che pietà, che umiltà, che sete di sacrifici!
Basta per ora ricordare la testimonianza della sua superiora, madre Teresa
Eugenia Revel: "L'obbedienza per lei è tutto. Il candore,
la rettitudine, lo spirito di carità che la animano, la sua mortificazione
e, soprattutto, la sua umiltà sincera e profonda ci sembrano la
garanzia più sicura della diretta opera di Dio su quest'anima.
Quanto più riceve, tanto maggiore è il sincero disprezzo
di se stessa, abitualmente oppressa dal timore di essere nell'illusione.
Docile ai consigli che le vengono dati, le parole del Sacerdote e della
Superiora hanno il grande potere di donarle la pace... Quello che soprattutto
ci tranquillizza è il suo amore appassionato per la vita nascosta,
la sua irresistibile necessità di nascondersi ad ogni sguardo umano
e il terrore che si tenga conto di ciò che avviene in lei."
I due primi anni della vita religiosa della nostra sorella trascorsero
abbastanza normalmente. Al di fuori di un dono di orazione non comune,
di un raccoglimento continuo, di una fame e sete di Dio sempre crescenti,
non si avvertì in lei niente di veramente particolare, né
che lasciasse prevedere cose straordinarie. Però nel settembre
del 1866 la giovane suora cominciò ad essere favorita da frequenti
visite di nostro Signore, della Santa Vergine, della anime del Purgatorio
e degli Spiriti celesti.
Gesù Crocifisso, soprattutto, le offre quasi ogni giorno le sue
divine Piaghe da contemplare, ora risplendenti e gloriose, ora livide
e sanguinanti, chiedendole di associarsi ai dolori della santa Passione.
Le superiore, inchinandosi davanti ai segni sicuri della volontà
del cielo - segni su cui non possiamo intrattenerci in questo breve compendio
- nonostante i suoi timori, si decidono, a poco a poco a far sì
che ella si abbandoni alle esigenze di Gesù Crocifisso.
Tra le altre mortificazioni, Gesù richiede a suor Maria Marta persino
il sacrificio del sonno, ordinandole di vegliare sola, vicino al SS. Sacramento,
mentre tutto il monastero è immerso nel silenzio. Tali esigenze
sono contrarie alla natura, ma forse non è questo il contraccambio
abituale dei favori divini? Nella calma delle notti, nostro Signore si
comunica alla sua serva nel modo più meraviglioso. Qualche volta,
tuttavia, la lascia lottare penosamente, durante lunghe ore, contro la
stanchezza e il sonno; però, di solito si impossessa subito di
lei e la rapisce in una specie di estasi. Egli le confida le sue pene
e i suoi segreti di amore, la colma di delizie ... Le meraviglie di grazia
per quest'anima umilissima, semplicissima e docile, aumentano di giorno
in giorno.
TRE GIORNI DI ESTASI
Nel mese di settembre del 1867 suor Maria Marta, come le aveva predetto
il divino Maestro, cadde in uno stato misterioso, a cui sarebbe difficile
dare un nome.
La si vedeva distesa sul suo letto, immobile, senza parola, senza vista,
non prendeva alcun nutrimento; il polso tuttavia, era regolare e il colore
del volto leggermente roseo. Questo durò tre giorni (26 - 27 -
28) in onore della SS. Trinità. Per la cara veggente furono tre
giorni di eccezionali grazie.
Tutto lo splendore del cielo venne ad illuminare l'umile cella, in cui
la SS. Trinità era discesa.
Dio Padre, presentandole Gesù in un' Ostia, le disse:
"Io ti dono Colui che tanto spesso tu mi offri", e le diede
la comunione. Poi le scoprì i misteri di Betlemme e della Croce,
illuminando la sua anima con vive luci sull'Incarnazione e la Redenzione.
Staccando poi da se stesso il suo Spirito, come un raggio infuocato, glielo
donò affermando: "Qui c'è la luce, la sofferenza e
l'amore! L'amore sarà per me, la luce per scoprire la mia volontà
e infine la sofferenza per patire, momento per momento, come io voglio
che tu soffra ".
L' ultimo giorno, invitandola a contemplare la Croce del suo Figlio in
un raggio che dal cielo si abbassava fino a lei, il Padre celeste le concesse
di comprendere meglio le Piaghe di Gesù per il suo bene personale.
Nello stesso tempo, in un altro raggio che partiva dalla terra per giungere
al cielo, ella vide chiaramente la sua missione e in che modo doveva far
fruttificare i meriti delle Piaghe di Gesù, a vantaggio del mondo
intero.
GIUDIZIO DEI SUPERIORI ECCLESIASTICI
La Superiora e la Direttrice di un'anima tanto privilegiata non potevano
assumersi da sole la responsabilità di un cammino così straordinario.
Consultarono i Superiori ecclesiastici, in particolare il signor canonico
Mercier, Vicario generale e superiore della casa, sacerdote di saggio
e pio, il rev. Padre Ambrogio, Provinciale dei Cappuccini della Savoia,
uomo di grande valore morale e dottrinale, il canonico Bouvier, chiamato
“l'angelo delle montagne” cappellano della comunità,
la cui fama di scienza e di santità varcava anche i confini della
nostra provincia.
L'esame fu serio, minuzioso e completo. I tre esaminatori furono d'accordo
nel riconoscere che il cammino percorso da suor Maria Marta portava il
SIGILLO DIVINO. Consigliarono di mettere tutto per scritto, però,
prudenti e altrettanto illuminati, giudicarono che era necessario custodire
questi fatti sotto il velo del segreto, finché piacesse a Dio di
rivelarli Lui stesso. Così la comunità rimase ignara delle
insigni grazie di cui era favorito uno dei suoi membri, il meno adatto,
secondo il giudizio umano, per riceverle.
Ecco perché, considerando anche come una consegna sacra il parere
dei Superiori ecclesiastici, la nostra madre Teresa Eugenia Revel si impegnò
a riportare, giorno per giorno, quanto le riferiva l'umile sorella, alla
quale, d'altra parte, il Signore ordinava di non nascondere nulla alla
sua superiora:
"Dichiariamo qui alla presenza di Dio e dei nostri santi Fondatori,
per obbedienza e il più esattamente possibile, ciò che crediamo
sia stato inviato dal cielo, in grazia di una predilezione tutta amorosa
del divin Cuore di Gesù, per la felicità della nostra comunità
e per il bene delle anime. Dio pare aver scelto nella nostra umile famiglia
l'anima privilegiata che deve rinnovare nel nostro secolo la devozione
alle sante Piaghe di nostro Signore Gesù Cristo.
La nostra sorella Maria Marta Chambon è quella che il Salvatore
gratifica con la sua presenza sensibile. Le mostra ogni giorno le sue
divine Piaghe, perché faccia valere costantemente i loro meriti
per le necessità della Chiesa, la conversione dei peccatori, i
bisogni del nostro Istituto e specialmente per il sollievo delle anime
del Purgatorio.
Gesù fa di lei il suo “trastullo di amore” e la vittima
del suo beneplacito e noi, colme di riconoscenza, sperimentiamo in ogni
istante l'efficacia della sua preghiera sul cuore di Dio." Tale è
la dichiarazione con cui si apre la relazione di madre Teresa Eugenia
Revel, degna confidente dei favori del cielo. Da queste annotazioni prendiamo
le citazioni che seguono.
LA MISSIONE
"Una cosa mi addolora - diceva il dolcissimo Salvatore alla sua piccola
serva - Ci sono anime che considerano la devozione alle mie sante Piaghe
come strana, senza valore e sconveniente: è per questo che essa
decade e viene dimenticata. In cielo ho dei Santi che hanno avuto una
grande devozione alle mie Piaghe, però in terra quasi nessuno mi
onora in questo modo". Come è ben motivato questo lamento!
Come sono poche le anime che comprendono la Croce e quelle assidue nel
meditare la Passione di nostro Signore Gesù Cristo, che San Francesco
di Sales chiamava giustamente ‘la vera scuola dell'amore, il più
dolce e forte motivo della pietà’.
Gesù, pertanto, non vuole che rimanga inesplorata questa miniera
inesauribile, che vengano dimenticati e perduti i frutti delle sue sante
Piaghe. Egli si sceglierà (non è questo il suo consueto
modo di agire?) il più umile degli strumenti per compiere la sua
opera d'amore.
Il 2 ottobre 1867 suor Maria Marta assisteva ad una Vestizione, quando
si spalancò la volta del Paradiso ed ella vide svolgersi la stessa
cerimonia con uno splendore ben diverso da quello della terra. Tutta la
Visitazione del cielo era presente: le prime Madri, rivolgendosi a lei
come per annunciarle una buona notizia, le dissero festosamente:
" Il Padre eterno ha donato al nostro santo Ordine il Suo Figlio
da onorare in tre modi:
1° Gesù Cristo, la sua Croce e le sue Piaghe.
2° Il suo Sacro Cuore.
3° La sua santa Infanzia: è necessario che nei vostri rapporti
con Lui abbiate la semplicità del bambino."
Questo triplice dono non sembra nuovo. Riportandoci alle origini dell'Istituto,
troviamo nella vita della madre Anna Margherita Clément, contemporanea
di Santa Giovanna Francesca di Chantal, queste tre devozioni, di cui le
religiose da lei formate portarono l'impronta.
Chissà, e ci è gradito crederlo, è quest'anima ugualmente
favorita che, d'accordo con la nostra santa Madre e fondatrice, viene
oggi a ricordarle all'eletta di Dio.
Alcuni giorni dopo, la veneranda madre Maria Paolina Deglapigny, deceduta
18 mesi prima, appare alla sua figlia di un tempo e le conferma questo
dono delle sante Piaghe: "La Visitazione possedeva già una
grande ricchezza, però non completa. Ecco perché è
felice il giorno in cui ho lasciato la terra: invece di possedere unicamente
il Sacro Cuore di Gesù, voi avrete tutta la santa umanità,
ossia le sue sacre Piaghe. Questa grazia l'ho chiesta io per voi ".
Il cuore di Gesù! Chi lo possiede, non possiede tutto Gesù?
Tutto l'amore di Gesù? Senza dubbio, però le sante Piaghe
sono come l'espressione prolungata, e quanto eloquente, di questo amore!
Così Gesù vuole che lo onoriamo tutto intero e che, adorando
il suo Cuore ferito, sappiamo non dimenticare le sue altre Piaghe, aperte
anch'esse per amore!
A questo proposito, non manca d'interesse avvicinarsi al dono dell'umanità
paziente di Gesù, fatto alla nostra sorella Maria Marta, dono di
cui fu gratificata nel medesimo tempo la venerabile madre Maria di Sales
Chappuis: il dono della umanità santa del Salvatore.
San Francesco di Sales, nostro beato Padre, che visitava molto sovente
la sua cara figlia per istruirla paternamente, non cessava di assicurarla
della certezza della sua missione.
Un giorno in cui parlavano insieme: "Padre mio - ella disse con il
suo abituale candore - voi sapete che le mie consorelle non hanno nessuna
fiducia nelle mie affermazioni perché sono molto imperfetta".
Il Santo le rispose: "Figlia mia, le vedute di Dio non sono quelle
della creatura, la quale giudica secondo i criteri umani. Dio dà
le sue grazie ad una miserabile che non ha nulla, perché tutte
siano riferite a Lui. Devi essere molto contenta delle tue imperfezioni,
perché nascondono i doni di Dio, che ti ha scelta per completare
la devozione al Sacro Cuore. Il cuore è stato mostrato alla mia
figlia Margherita Maria e le sante Piaghe alla mia piccola Maria Marta
...E'una felicità per il mio cuore di Padre che questo onore sia
concesso a te da Gesù Crocifisso: è la pienezza della redenzione
che Gesù ha tanto desiderato".
La Santissima Vergine venne, in una festa della Visitazione, a confermare
ancora la giovane sorella nel suo cammino. Accompagnata dai santi Fondatori
e dalla nostra sorella Margherita Maria, le disse con bontà: "Io
do il mio Frutto alla Visitazione, come l'ho dato alla mia cugina Elisabetta.
Il tuo santo fondatore ha riprodotto le fatiche, la dolcezza e l'umiltà
di mio Figlio; la tua santa Madre la mia generosità, superando
tutti gli ostacoli per unirsi a Gesù e fare la sua santa volontà.
La tua fortunata sorella Margherita Maria ha ricopiato il Sacro Cuore
di mio Figlio per darlo al mondo ... tu, figlia mia, sei la prescelta
per trattenere la giustizia di Dio, facendo valere i meriti della Passione
e delle sante Piaghe del mio unico e amatissimo Figlio Gesù!".
Poiché suor Maria Marta opponeva alcune obiezioni sulle difficoltà
che avrebbe incontrato: "Figlia mia - replicò l'Immacolata
Vergine - non ti devi preoccupare, né per la tua Madre, né
per te; mio Figlio sa bene quello che ha da fare... in quanto a te, fai
solamente giorno per giorno quello che Gesù vuole...".
Pertanto gli inviti e le esortazioni della santa Vergine andavano moltiplicandosi
e assumevano varie forme: "Se cercate la ricchezza, andate a prenderla
nelle sante Piaghe del mio Figlio... tutta la luce dello Spirito Santo
sgorga dalle Piaghe di Gesù, però questi doni li riceverete
in proporzione alla vostra umiltà... io sono la vostra Madre e
vi dico: andate ad attingere alle Piaghe del mio Figlio! Succhiate il
suo sangue fino ad esaurirlo, il che, tuttavia giammai succederà.
E' necessario che tu, figlia mia, applichi le Piaghe di mio Figlio sopra
i peccatori, per convertirli".
Dopo gli interventi delle prime Madri, del santo Fondatore e della santa
Vergine, in questo quadro non possiamo dimenticare quelli di Dio Padre,
per il quale la nostra cara sorella sentì sempre una tenerezza,
una confidenza di figlia e da Lui fu divinamente colmata delle sue delicatezze.
Il Padre fu il primo, che la istruì sulla sua missione futura.
Talvolta gliela ricorda: "Figlia mia, io ti dono a mio Figlio perché
ti aiuti durante tutto il giorno e tu possa pagare quanto da tutti è
dovuto alla mia giustizia. Dalle Piaghe di Gesù prenderai costantemente
con che pagare i debiti dei peccatori".
La Comunità faceva processioni ed elevava preghiere per varie necessità:
"Tutto quello che mi dai non è niente - dichiarò Dio
Padre - se non è nulla - replicò l'audace figlia - vi offro
allora tutto quello che ha fatto e sofferto vostro Figlio per noi…".
"Ah - rispose l'eterno Padre - questo è grande!". Da
parte sua nostro Signore, per fortificare la sua serva, le rinnova più
volte la sicurezza che ella è realmente chiamata a rinnovare la
devozione alle Piaghe redentrici: "Io ti ho scelta per diffondere
la devozione alla mia santa Passione negli infelici tempi in cui vivi".
Poi, mostrandole le sue sante Piaghe come un libro in cui vuole insegnarle
a leggere, il buon Maestro aggiunge: "Non distogliere gli occhi da
questo libro, dal quale imparerai più che tutti i più grandi
sapienti. La preghiera alle sante Piaghe comprende tutto". Un'altra
volta, nel mese di giugno, mentre stava prostrata davanti al Santissimo
Sacramento, il Signore, aprendo il suo sacro Cuore, come la fonte di tutte
le altre Piaghe, insiste nuovamente: "Ho scelto la mia fedele serva
Margherita Maria per far conoscere il mio Cuore divino e la mia piccola
Maria Marta per diffondere la devozione alle mie altre Piaghe...
Le mie Piaghe infallibilmente vi salveranno: esse salveranno il mondo".
In un'altra circostanza le disse: "La tua via è farmi conoscere
e amare per le mie sante Piaghe, specialmente in avvenire".
Le chiede di offrire incessantemente le sue Piaghe per la salvezza del
mondo.
"Figlia mia, il mondo resterà più o meno scosso, a
seconda che tu avrai svolto il tuo compito. Tu sei scelta per soddisfare
alla mia giustizia. Chiusa nella tua clausura, devi vivere qui in terra
come si vive in cielo, amarmi, pregarmi continuamente per placare la mia
vendetta e rinnovare la devozione alle mie sante Piaghe. Io voglio che
per questa devozione si salvino non soltanto le anime che vivono con te
ma molte altre ancora. Un giorno ti chiederò conto se hai attinto
da questo tesoro per tutte le mie creature ".
Egli le dirà più tardi: "veramente, Sposa mia, io abito
qui in tutti i cuori. Stabilirò qui il mio regno e la mia pace,
distruggerò con la mia potenza tutti gli ostacoli perché
io sono il padrone dei cuori e conosco tutte le loro miserie... Tu, figlia
mia, sei il canale delle mie grazie. Impara che il canale non possiede
niente per se stesso: ha soltanto ciò che vi si fa passare. E'
necessario, come canale, che tu non conservi nulla e dica tutto quello
che io ti comunico. Io ti ho scelta per far valere i meriti della mia
santa Passione per tutti, però voglio che tu sempre rimanga nascosta.
E' compito mio far conoscere in avvenire che il mondo si salverà
per questo mezzo e per le mani della mia Madre Immacolata!
MOTIVI DELLA DEVOZIONE ALLE SANTE PIAGHE
Nell'affidare questa missione a suor Maria Marta, il Dio del Calvario
si compiaceva di rivelare alla sua anima estasiata gli innumerevoli motivi
di invocare le Piaghe divine, come pure i benefici di questa devozione,
ogni giorno, in ogni istante per incitarla a farsi sua ardente apostola,
Egli le scopre gli inapprezzabili tesori di queste sorgenti di vita: "Nessun'anima,
eccetto la mia santa Madre, ha avuto come te la grazia di contemplare
giorno e notte le mie sante Piaghe. Figlia mia, riconosci tu il tesoro
del mondo? Il mondo non vuole riconoscerlo. Io voglio che tu lo veda,
per comprendere meglio quello che ho fatto venendo a soffrire per te.
Figlia mia, ogni volta che tu offri a mio Padre i meriti delle mie divine
Piaghe, guadagni una immensa fortuna. Siate simili a colui che incontrerà
nella terra un gran tesoro, però, siccome voi non potete conservare
questa fortuna, Dio torna a prenderla e così la mia divina Madre,
per restituirvela nel momento della morte e applicarne i meriti alle anime
che ne abbisognano, perciò devi far valere la ricchezza delle mie
sante Piaghe. Dovete solo restare povere, perché il Padre vostro
è molto ricco!
La vostra ricchezza?... E' la mia santa Passione! E' necessario venire
con fede e confidenza, attingere costantemente dal tesoro della mia Passione
e dai fori delle mie Piaghe! Questo tesoro vi appartiene! Tutto sta lì,
tutto, eccetto l'inferno!
Una delle mie creature mi ha tradito e ha venduto il mio sangue, però
potete tanto facilmente riscattarlo goccia a goccia... una sola goccia
basta per purificare la terra e voi non lo pensate, non conoscete il suo
prezzo! Hanno fatto bene i carnefici a trapassare il mio costato, le mie
mani e i miei piedi, così hanno aperto fonti donde sgorgano eternamente
le acque della misericordia. Solo il peccato è stato la causa che
tu devi detestare.
Mio Padre si compiace nell'offerta delle mie sacre Piaghe e dei dolori
della mia divina Madre: offrirli significa offrire la sua gloria, offrire
il cielo al cielo.
Con questo tu hai di che pagare per tutti i debitori! Offrendo a mio Padre
il merito delle mie sante Piaghe, tu soddisfi per tutti i peccati degli
uomini".
Gesù la esorta, e con lei anche noi, ad accedere a questo tesoro.
“Devi affidare tutto alle mie sante Piaghe e lavorare, per i loro
meriti, alla salvezza delle anime”.
Chiede che lo facciamo con umiltà.
"Quando mi inflissero le mie sante Piaghe gli uomini credevano che
sarebbero scomparse.
Invece no: saranno eterne ed eternamente saranno viste da tutte le creature.
Te lo dico perché non le guardi per abitudine, ma le veneri con
grande umiltà. La vostra vita non è di questo mondo: togliete
le sante Piaghe e voi sarete terreni... siete troppo materiali per comprendere
tutta l'estensione delle grazie che ricevete per i loro meriti. Neppure
i Sacerdoti contemplano abbastanza il Crocifisso. Io voglio che mi si
onori tutto intero.
La messe è grande, abbondante: è necessario umiliarvi, immergervi
nel vostro nulla per far raccolta di anime, senza guardare a quello che
già avete fatto. Non devi temere di mostrare le mie Piaghe alle
anime... il cammino delle mie Piaghe è tanto semplice e tanto facile
per andare in cielo! ".
Non ci chiede di farlo con il cuore dei Serafini. Indicando un gruppo
di spiriti angelici, intorno all'altare durante la santa Messa, Egli disse
a suor Maria Marta: "Essi contemplano la bellezza, la santità
di Dio... ammirano, adorano... non potete imitarli. In quanto a voi è
necessario soprattutto contemplare le sofferenze di Gesù per conformarvi
a Lui, avvicinarvi alle mie Piaghe con cuori molto caldi, molto ardenti
ed elevare con grande fervore le aspirazioni per ottenere le grazie del
ritorno che sollecitate".
Ci chiede di farlo con fede ardente: "Esse (le Piaghe) restano del
tutto fresche ed è necessario offrirle come per la prima volta.
Nella contemplazione delle mie Piaghe si trova tutto, per sè e
per gli altri. Te le faccio vedere perché tu entri in esse".
Ci chiede di farlo con confidenza: "Non dovete inquietarvi per le
cose della terra: vedrai, figlia mia, nell'eternità ciò
che avrai guadagnato con le mie Piaghe.
Le Piaghe dei miei sacri piedi sono un oceano. Conduci qui tutte le mie
creature: quelle aperture sono abbastanza grandi per accoglierle tutte".
Ci chiede che lo facciamo in spirito di apostolato e senza mai stancarci:
"E' necessario pregare molto perché le mie sante Piaghe si
diffondano nel mondo" (In quel momento, davanti agli occhi della
veggente salirono dalle Piaghe di Gesù cinque raggi luminosi, cinque
raggi di gloria che circondarono il globo).
"Le mie sante Piaghe sostengono il mondo. Bisogna chiedermi la fermezza
nell'amore delle mie Piaghe, perché sono la sorgente di tutte le
grazie. Devi invocarle spesso, portare il prossimo ad esse, parlarne e
tornarvi con frequenza per imprimere la loro devozione nelle anime. Molto
tempo sarà necessario per stabilire questa devozione: lavorate
perciò con coraggio.
Tutte le parole dette a motivo delle mie sante Piaghe mi procurano un
piacere indicibile... io le conto tutte.
Bisogna, figlia mia, che tu costringa ad entrare nelle mie Piaghe anche
quelli che non ci vogliono venire”.
Un giorno che suor Maria Marta aveva una sete ardente, il suo buon Maestro
le disse: "Figlia mia, vieni a me e io ti darò un'acqua che
placherà la tua sete. Nel Crocifisso tu hai tutto, hai con che
appagare la tua sete e quella tutte le anime. Tutto voi tenete nelle mie
Piaghe, fate opere concrete non per il godimento, ma per la sofferenza.
Sii un'operaia che lavora nel campo del Signore: con le mie Piaghe guadagnerai
molto e senza fatica. Offrimi le tue azioni e quelle delle tue consorelle,
unite alle mie sante Piaghe: nulla può renderle più meritorie
e più gradite ai miei occhi. In esse troverai ricchezze incomprensibili".
Bisogna notare a questo punto che nelle manifestazioni e nelle confidenze
di cui terminiamo di parlare, il divino Salvatore non si presenta sempre
a suor Maria Marta con tutte le sue adorabili Piaghe insieme: a volte
non ne mostra che una sola, separata dalle altre. Così avvenne
un giorno, dopo questo ardente invito: "Tu devi applicarti a curare
le mie ferite, contemplando le mie Piaghe ".
Egli le scopre il piede destro, dicendo: "Quanto devi venerare questa
Piaga e nasconderti in essa come la colomba ".
Un'altra volta le fa vedere la sua mano sinistra: "Figlia mia, prendi
dalla mia mano sinistra i miei meriti per le anime perché possano
stare alla mia destra per tutta l'eternità... Le anime religiose
staranno alla mia destra per giudicare il mondo, ma prima io chiederò
loro conto delle anime che dovevano salvare".
LA CORONA DI SPINE
Un fatto commovente è che Gesù richieda per il suo augusto
capo coronato di spine uno specialissimo culto di venerazione, di riparazione
e di amore.
La corona di spine fu per Lui causa di sofferenze particolarmente crudeli.
Confidò alla sua sposa: "La mia corona di spine mi ha fatto
soffrire più che tutte le altre Piaghe: dopo l'orto degli ulivi,
essa fu il mio patimento più straziante... per alleviarlo dovete
osservare bene la vostra regola".
Essa è per l'anima, fedele fino all'imitazione, una sorgente di
meriti.
"Guarda questo capo che è stato trafitto per amore tuo e per
i cui meriti dovrai un giorno essere incoronata ".
E' questa la vostra vita: entrate semplicemente in essa e camminerete
con sicurezza. Le anime che hanno contemplato e onorato la mia corona
di spine in terra, saranno la mia corona di gloria in cielo. Per un istante
che tu contempli questa corona quaggiù, io te ne darò una
per l'eternità. E' la corona di spine che vi otterrà quella
della gloria ".
Questo è il dono di elezione che Gesù fa ai suoi prediletti.
“Io dò la mia corona di spine ai miei prediletti: Essa è
il bene proprio delle mie spose e delle anime privilegiate, è la
gioia dei beati, però per i miei più amati in terra è
una sofferenza”.
(Da ciascuna spina, la nostra sorella vedeva salire un raggio di gloria
indescrivibile).
"I miei veri servi cercano di soffrire come me, però nessuno
può raggiungere il grado di sofferenza che io ho patito ".
Da questa anime Gesù sollecita una più tenera compassione
per il suo adorabile capo. Ascoltiamo questo lamento del cuore rivolto
a suor Maria Marta nel mostrarle il suo capo insanguinato, tutto trafitto,
ed esprimendo una tale sofferenza che la poveretta non sapeva come descrivere:
“Ecco Colui che tu cerchi! Guarda in che stato è... guarda...
togli le spine dal mio capo, offrendo a mio Padre per i peccatori il merito
delle mie Piaghe... va in cerca di anime”.
Come si vede, in questi richiami del Salvatore si ascolta sempre come
un'eco dell'eterno SITIO, la preoccupazione di salvare le anime: "Va'
in cerca di anime. E' questo l'insegnamento: la sofferenza per te, le
grazie che tu devi attingere per gli altri. Una sola anima che fa le sue
azioni in unione con meriti della mia santa Corona guadagna più
che la comunità intera".
A questi austeri richiami il Maestro aggiunge esortazioni che infiammano
i cuori e fanno accettare tutti i sacrifici. Nell'ottobre del 1867 si
presenta agli occhi estasiati della nostra giovane sorella con questa
Corona, tutta irradiata da una gloria splendente: "La mia Corona
di spine illumina il cielo e tutti Beati! C'è sulla terra qualche
anima privilegiata a cui io la mostrerò: però la terra è
troppo tenebrosa per vederla. Guarda com'è bella, dopo essere stata
tanto dolorosa!".
Il buon Maestro va più lontano: Egli la unisce ugualmente ai suoi
trionfi e alle sue sofferenze... le fa intravedere la futura glorificazione.
Posandole con vivi dolori questa santa Corona sopra il capo dice: "Prendi
la mia Corona, e in questo stato ti contempleranno i miei Beati ".
Poi, rivolgendosi ai Santi e indicando la sua cara vittima esclama: “Ecco
qui il frutto della mia Corona”.
Per i giusti questa santa Corona è felicità ma, al contrario,
oggetto di terrore per i cattivi. Questo lo vide un giorno suor Maria
Marta in una apparizione offerta alla sua contemplazione da Colui che
provava piacere nell'istruirla, rivelandole i misteri dell'al di là.
Tutto illuminato dagli splendori di questa divina Corona, davanti a suoi
occhi apparve il tribunale in cui vengono giudicate le anime e questo
accadeva continuamente davanti al Giudice sovrano.
Le anime che erano state fedeli durante la vita si gettavano con fiducia
nelle braccia del Salvatore. Le altre, alla vista della santa Corona e
ricordando l'amore del Signore che avevano disprezzato, si precipitavano
atterrite nell'eterno abisso. Fu così grande l'impressione di questa
visione che la povera suora, nel raccontarla, tremava ancora di timore
e di spavento.
IL CUORE DI GESU'
Se il Salvatore scopriva così tutta la bellezza e la ricchezza
delle sue divine Piaghe all'umile religiosa, poteva forse tralasciare
di aprirle i tesori della sua grande ferita di amore?
"Contempla qui la sorgente dalla quale dovresti attingere tutto...
è ricca, soprattutto, per voi..." le disse indicandole le
sue Piaghe luminose e quella del suo Sacro Cuore, che brillava tra le
altre di uno splendore incomparabile.
"Non hai che da avvicinarti alla Piaga del mio divino costato, che
è la Piaga dell'amore, da cui si sprigionano ardentissime fiamme".
Alcune volte, in seguito, durante vari giorni, Gesù le concesse
la vista della sua santissima Umanità gloriosa. Egli restava allora
vicino alla sua serva, conversava amichevolmente con lei, come in altro
tempo con la nostra santa sorella Margherita Maria Alacoque. Quest'ultima,
che mai si allontanava dal Cuore di Gesù, diceva: "E' così
che il Signore si mostrava a me" e intanto il buon Maestro ripeteva
i suoi amorosi inviti: "Vieni al mio cuore e non temere nulla. Accosta
qui le tue labbra per impadronirti della carità e diffonderla nel
mondo... Metti qui la tua mano per raccogliere i miei tesori".
Un giorno Egli la rende partecipe del suo immenso desiderio di riversare
le grazie che traboccano dal suo Cuore:
"Raccoglile, perché la misura è colma. Non posso più
contenerle, tanto è grande il desiderio di donarle." Un'altra
volta è un invito ad utilizzare ancora e sempre quei tesori: "Venite
a ricevere le espansioni del mio cuore che desidera effondere la sua eccessiva
pienezza! Voglio spargere in voi la mia abbondanza, perché oggi
ho ricevuto nella mia misericordia alcune anime salvate dalle vostre preghiere".
In ogni istante, in diverse forme rivolge richiami ad una vita di unione
con il suo sacro Cuore: "Mantieniti ben attaccata a questo cuore,
per attingere e diffondere il mio sangue. Se volete entrare nella luce
del Signore, è necessario nascondersi nel mio Cuore divino. Se
volete conoscere l'intimità delle viscere di misericordia di Colui
che tanto vi ama, bisogna accostare la vostra bocca all'apertura del mio
Sacro Cuore, con venerazione e umiltà. E' qui il vostro centro.
Nessuno potrà impedirvi di amarlo né potrà farvelo
amare se il vostro cuore non corrisponde. Tutto quello che dicono le creature
non può strapparvi il vostro tesoro, il vostro amore... io voglio
che mi amiate senza appoggi umani".
Il Signore insiste ancora rivolgendo alla sua sposa un'esortazione incalzante:
"Io voglio che l'anima religiosa sia spoglia di tutto, perché
per venire al mio Cuore non deve avere nessun attaccamento, nessun filo
che la leghi alla terra. Bisogna andare alla conquista del Signore a tu
per tu con Lui e cercare questo Cuore nel vostro proprio cuore.".
Poi torna a suor Maria Marta; attraverso la sua docile serva, Egli guarda
a tutte le anime e specialmente alle anime consacrate: "Ho bisogno
del tuo cuore perché ripari le offese e mi tenga compagnia. Io
t'insegnerò ad amarmi, perché tu non sai farlo; la scienza
dell'amore non s'impara sui libri: si rivela solo all'anima che guarda
al divino Crocifisso e gli parla da cuore a cuore. Bisogna che tu sia
unita a me in ciascuna delle tue azioni".
Il Signore le fa comprendere le condizioni e i frutti meravigliosi dell'unione
intima con il suo Cuore divino: "Perde tempo la sposa che non si
appoggia sopra il cuore del suo sposo nelle sue pene, nel suo lavoro.
Quando ha commesso mancanze, occorre che si riaccosti con grande fiducia
al mio Cuore. In questo ardente fuoco spariscono le vostre infedeltà:
l'amore le brucia, le consuma tutte. Bisogna amarmi abbandonandomi tutto,
appoggiarsi, come San Giovanni, sul cuore del vostro Maestro. Amandolo
così gli procurerai una gloria molto grande".
Come desidera Gesù il nostro amore: Egli lo mendica!
Apparendole un giorno in tutta la gloria della sua Risurrezione, disse
alla sua amatissima, con un profondo sospiro: "Figlia mia, io mendico
amore, come farebbe un povero; Sono un mendicante di amore! Io chiamo
i miei figli, uno per uno, li guardo con compiacenza quando vengono a
me... Io li attendo!..."
Prendendo veramente l'aspetto di un mendicante, le ripeteva ancora, pieno
di tristezza: “Io mendico amore, però la maggior parte, anche
tra le anime religiose, me lo rifiutano. Figlia mia, amami puramente per
me stesso, senza tener conto né del castigo, né della ricompensa”.
Indicandole la nostra santa sorella Margherita Maria, che “divorava”
con gli occhi il Cuore di Gesù: "Questa mi ha amato con amore
puro e unicamente per me stesso, solo per me!".
Suor Maria Marta cercava di amare con lo stesso amore.
Come un immenso fuoco, il Sacro Cuore l'attirava a sè con indicibile
ardore. Ella andava verso il suo amatissimo Signore con trasporti di amore
che la consumavano, però nello stesso tempo lasciavano nella sua
anima una soavità tutta divina.
Gesù le diceva: "Figlia mia, quando mi sono scelto un cuore
perché mi ami e compia la mia volontà, accendo in esso il
fuoco del mio amore. Tuttavia non alimento incessantemente questo fuoco,
per timore che l'amor proprio guadagni qualcosa e che si ricevano le mie
grazie per abitudine.
Io mi ritiro, a volte, per lasciare l'anima nella sua debolezza. Allora
essa vede che sta sola... che commette sbagli, queste cadute la mantengono
nell'umiltà. Ma io non abbandono, a causa di queste mancanze, l'anima
che ho scelto: la guardo sempre.
Non bado alle piccolezze: perdono e ritorno.
Ogni umiliazione vi unisce più intimamente al mio Cuore. Non chiedo
grandi cose: voglio semplicemente l'amore del vostro cuore.
Stringiti al mio Cuore: scoprirai tutta la bontà di cui è
ricolmo... qui imparerai la dolcezza e l'umiltà. Vieni, figlia
mia, a rifugiarti in esso.
Questa unione non è solamente per te, bensì per tutti i
membri della tua Comunità. Dì alla tua Superiora che venga
a deporre in questa apertura tutte le azioni delle tue sorelle, anche
le ricreazioni: lì staranno come in una banca, e vi saranno ben
custodite".
Un particolare commovente tra mille altri: quando suor Maria Marta rese
conto di quella notte, non poté far a meno di interrompersi per
chiedere alla Superiora: "Madre mia, che cos'è una banca?".
Era una domanda della sua candida innocenza, poi riprese a comunicare
il suo messaggio: "E' necessario che per l'umiltà e l'annientamento
i vostri cuori si uniscano al mio; Figlia mia, se sapessi quanto soffre
il mio Cuore per l'ingratitudine di tanti cuori: bisogna che uniate le
vostre pene a quelle del mio Cuore."
E' ancora più particolarmente alle anime incaricate della direzione
delle altre Direttrici e Superiore che il Cuore di Gesù si apre
con le sue ricchezze: "Farai un grande atto di carità offrendo
ogni giorno le mie piaghe per tutte le Direttrici dell'Istituto. Dirai
alla tua Maestra che venga alla sorgente per colmare la sua anima e, in
un domani, il suo cuore sarà pieno per diffondere le mie grazie
sopra di voi. A lei tocca deporre nelle anime il fuoco del santo amore,
parlando molto spesso delle sofferenze del mio Cuore. Io darò a
tutte la grazia di comprendere gli insegnamenti del mio sacro Cuore. All'ora
della morte, tutte arriveranno qui, per l'impegno e la corrispondenza
delle loro anime.
Figlia mia, le tue Superiore sono le depositarie del mio Cuore: bisogna
che io possa porre nelle loro anime tutto quello che vorrei di grazia
e di sofferenza.
Dì alla tua madre che venga ad attingere a queste fonti (il Cuore,
le Piaghe) per tutte le tue sorelle ... Deve guardare al mio Sacro Cuore
e confidargli tutto, senza tener conto degli sguardi altrui".
PROMESSE DI NOSTRO SIGNORE
Il Signore non si accontenta di rivelare a suor Maria Marta le sue sante
Piaghe, di esporle i pressanti motivi e i benefici di questa devozione
e nel medesimo tempo le condizioni che ne assicurano l'esito. Egli sa
pure moltiplicare le promesse incoraggianti, ripetute con tale frequenza
e in così numerose e varie forme, che ci costringono a limitarci;
d'altra parte il contenuto è il medesimo.
La devozione alle sante Piaghe non può ingannare. "Non hai
da temere, figlia mia, di far conoscere le mie Piaghe perché non
si vedrà mai qualcuno ingannato, anche quando le cose parranno
impossibili.
Io concederò tutto quello che mi si chiede con l'invocazione delle
sante Piaghe. Occorre diffondere questa devozione: tutto otterrai perché
è merito del mio Sangue che è di valore infinito. Con le
mie Piaghe e il mio Cuore divino, puoi ottenere tutto".
Le sante Piaghe santificano e assicurano il progresso spirituale.
"Dalle mie Piaghe escono frutti di santità:
Come l'oro purificato nel crogiolo diventa più bello, così
è necessario porre la tua anima e quelle delle tue sorelle nelle
mie sacre Piaghe. Qui si perfezioneranno come l'oro nel crogiolo.
Sempre potete purificarvi nelle mie Piaghe. Le mie Piaghe ripareranno
le vostre...
Le sante Piaghe hanno un'efficacia meravigliosa per la conversione dei
peccatori.
Un giorno, Suor Maria Marta, angosciata nel pensare ai peccati dell'umanità,
esclamava: ”Gesù mio, abbi pietà dei tuoi figli e
non guardare i loro peccati”.
Il divino Maestro, rispondendo alla sua richiesta, le insegnò l'invocazione
che già conosciamo, poi aggiunse. "Molte persone sperimenteranno
l'efficacia di questa aspirazione. Io desidero che i sacerdoti la consiglino
spesso ai loro penitenti nel sacramento della Confessione.
Il peccatore che dica la seguente preghiera: Padre eterno, vi offro le
Piaghe di nostro Signore Gesù Cristo, per guarire quelle delle
nostre anime otterrà la conversione.
Le sante Piaghe salvano il mondo e assicurano una buona morte.
"Le sante Piaghe vi salveranno infallibilmente... esse salveranno
il mondo. Bisogna prendere respiro con la bocca appoggiata su queste sacre
ferite... non ci sarà morte per l'anima che spirerà nelle
mie Piaghe: esse danno la vera vita ".
Le sante Piaghe esercitano ogni potere su Dio. "Voi non siete niente
per voi stesse, però la vostra anima unita alle mie Piaghe diventa
potente, può anche fare varie cose alla volta: meritare e ottenere
per tutte le necessità, senza che sia necessario scendere ai particolari".
Ponendo la sua mano adorabile sul capo della cara privilegiata, il Salvatore
aggiungeva: "Adesso tu possiedi la mia potenza. Sempre mi compiaccio
di concedere la grazie più grandi a quelli che, come te, non hanno
nulla. La mia potenza sta nelle mie Piaghe: come esse anche tu diventerai
forte.
Sì, tutto puoi ottenere, tu puoi avere tutta la mia potenza. In
un certo modo, tu hai più potere di me, puoi disarmare la mia giustizia
perché, sebbene tutto venga da me, io voglio essere pregato, voglio
che mi si invochi".
Le sante Piaghe saranno particolarmente la salvaguardia della Comunità.
Diventando ogni giorno più critica la situazione politica (racconta
la nostra Madre), nell'ottobre del 1873 facemmo una novena alle sante
Piaghe di Gesù.
Subito nostro Signore manifestò la sua gioia alla confidente del
suo Cuore, poi le rivolse queste confortanti parole: "Amo tanto la
tua Comunità... giammai le succederà qualcosa di male!
Che la tua Madre non si turbi per le notizie del tempo attuale, perché
spesso le notizie di fuori sono errate. Solo la mia parola è vera!
Io ve lo dico: non avete niente da temere. Se tralasciaste la preghiera
allora avreste di che temere...
Questo rosario della misericordia fa da contrappeso alla mia giustizia,
tiene lontana la mia vendetta". Confermando il dono delle sue sante
Piaghe alla Comunità, il Signore le diceva: "Ecco qui il vostro
tesoro... il tesoro delle sante Piaghe racchiude corone che devi cogliere
e dare agli altri, offrendole al mio Padre per guarire le piaghe di tutte
le anime. Un giorno o l'altro queste anime, alle quali con le vostre preghiere
avrete ottenuto una santa morte, si volgeranno verso di voi per ringraziarvi.
Tutti gli uomini compariranno davanti a me nel giorno del giudizio e allora
io farò vedere alle mie spose predilette che avranno purificato
il mondo per mezzo delle sante Piaghe. Verrà il giorno in cui vedrai
queste grandi cose...
Figlia mia, questo lo dico per umiliarvi, non per insuperbirvi. Sappi
bene che tutto questo non è per te, bensì per me, affinché
tu mi attiri le anime!".
Fra le promesse di nostro Signore Gesù Cristo se ne devono segnalare
specialmente due: quella che riguarda la Chiesa e quella concernente le
anime del Purgatorio.
LE SANTE PIAGHE E LA CHIESA
Il Signore rinnovò frequentemente a suor Maria Marta la promessa
del trionfo delle santa Chiesa, per mezzo della potenza delle sue Piaghe
e dell'intercessione della Vergine Immacolata.
"Figlia mia, è necessario che tu svolga bene la tua missione,
che è quella di offrire le mie Piaghe al mio eterno Padre, perché
da esse deve venire il trionfo della Chiesa, il quale passerà attraverso
la mia Madre Immacolata".
Però, fin dal principio, il Signore previene ogni illusione ed
ogni equivoco. Non potrebbe trattarsi del trionfo materiale, visibile,
come sognano certe anime! Davanti alla barca di Pietro mai si placheranno
le onde con perfetta docilità, anzi talvolta la faranno tremare
con i furori della loro agitazione: Lottare, sempre, lottare: questa è
una legge della vita della Chiesa: "Non si comprende ciò che
si chiede, domandando il suo trionfo... La mia Chiesa non avrà
mai un trionfo visibile".
Tuttavia, attraverso le lotte e le angustie continue si completa, nella
Chiesa e per la Chiesa, l'opera di Gesù Cristo: la salvezza del
mondo. Essa si compie tanto meglio quanto la preghiera, che occupa il
suo posto nel piano divino, maggiormente implora l'aiuto del cielo.
Si comprende che il cielo si lascia specialmente vincere quando lo si
implora nel nome delle sante Piaghe redentrici.
Gesù insiste spesso su questo punto: "Le invocazioni alle
sante Piaghe otterranno una incessante vittoria. E' necessario che tu
attinga continuamente da questa sorgente per il trionfo della mia Chiesa".
LE SANTE PIAGHE E LE ANIME DEL PURGATORIO E IL CIELO
"Il beneficio delle sante Piaghe fa scendere le grazie dal cielo
e salire al cielo le anime del Purgatorio". Le anime liberate per
mezzo della nostra sorella venivano qualche volta a ringraziarla e le
dicevano che la festa delle sante Piaghe che le aveva salvate non sarebbe
mai passata:
"Non abbiamo conosciuto il valore di questa devozione se non al momento
in cui abbiamo goduto di Dio! Offrendo le sante Piaghe di nostro Signore,
voi operate come una seconda Redenzione:
Com'è bello morire passando per le Piaghe di nostro Signore Gesù
Cristo!
Un'anima che durante la sua vita ha onorato, fatto tesoro delle Piaghe
del Signore e le ha offerte all'eterno Padre per le anime del Purgatorio,
sarà accompagnata, al momento della morte, dalla santa Vergine
e dagli Angeli, e nostro Signore sulla Croce, tutto risplendente di gloria,
la riceverà e la incoronerà ".
RICHIESTE DI NOSTRO SIGNORE E DELLA VERGINE
In contraccambio di tante grazie eccezionali Gesù chiedeva alla
Comunità solo due pratiche: l'Ora santa e il Rosario delle sante
Piaghe:
"E' necessario meritare la palma della vittoria: essa viene dalla
mia santa Passione... Sul Calvario la vittoria pareva impossibile e, tuttavia,
è di lì che risplende il mio trionfo. Bisogna imitarmi...
I pittori dipingono quadri più o meno conformi all'originale, ma
qui il pittore sono io e incido la mia immagine in voi, se mi guardate.
Figlia mia, preparati a ricevere tutte le pennellate che io voglio darti.
Il Crocifisso: ecco il tuo libro. Tutta la vera scienza sta nello studio
delle mie Piaghe: Quando tutte le creature le studieranno troveranno in
esse il necessario, senza aver bisogno di un altro libro. E' questo che
i Santi leggono e leggeranno eternamente ed è il solo che dovete
amare, la sola scienza che dovete studiare.
Quando attingete alle mie Piaghe, voi sollevate il divin Crocifisso.
Per questo cammino è passata mia Madre. Molto duro è per
quelli che procedono per forza e senza amore, ma soave e consolante è
il cammino delle anime che portano la loro croce con generosità.
Siete molto felici voi, a cui ho insegnato la preghiera che mi disarma:
“Gesù mio, perdono e misericordia per i meriti delle vostre
sante Piaghe”.
'”Le grazie che ricevete per mezzo di questa invocazione sono grazie
di fuoco: vengono dal cielo e bisogna che tornino al cielo...
Dì alla tua Superiora che sarà sempre ascoltata per qualsiasi
necessità, quando mi pregherà per le mie sante Piaghe, facendo
recitare il Rosario della misericordia.
I vostri monasteri, quando offrite al mio Padre le mie sante Piaghe, attirano
le grazie di Dio sulle diocesi in cui si trovano.
Se non saprete approfittare di tutte le ricchezze di cui le mie Piaghe
sono ricolme per voi, sarete molto colpevoli".
La Vergine insegna alla felice privilegiata come debba compiersi questo
esercizio.
Mostrandosi nell'aspetto di Nostra Signora del dolore, le disse: "Figlia
mia, la prima volta che contemplai le Piaghe del mio amato Figlio, fu
quando deposero il suo santissimo Corpo nelle mie braccia,
Meditai i suoi dolori e cercai di farli passare nel mio cuore. Guardai
i suoi divini piedi, uno per uno, di lì passai al suo Cuore, nel
quale vidi quella grande apertura, la più profonda per il mio cuore
di Madre. Contemplai la mano sinistra, poi la destra e in seguito la corona
di spine. Tutte quelle Piaghe mi trapassavano il cuore!
Questa fu la mia passione, la mia!
Sette spade tengo nel mio cuore e per mezzo del mio cuore si devono onorare
le sacre Piaghe del mio divin Figlio!".
ULTIMI ANNI E MORTE DI SUOR MARIA MARTA
Le grazie e le comunicazioni divine riempirono veramente tutte le ore
di questa vita eccezionale. Durante gli ultimi vent'anni, ossia fino alla
sua morte, nulla appariva all'esterno di queste meravigliose grazie, nulla,
tranne le lunghe ore che suor Maria Marta trascorreva davanti al Santissimo
Sacramento, immobile, insensibile, come in estasi.
Nessuno osava interrogarla su ciò che passava in quei benedetti
momenti tra la sua anima estasiata e l'Ospite divino del tabernacolo.
Quel succedersi continuo di preghiere, lavoro e mortificazione... quel
silenzio, quel continuo scomparire, a noi sembrano un'ulteriore prova,
e non la meno convincente, della verità dei favori inauditi di
cui fu colmata.
Un'anima, di sospetta o anche di ordinaria umiltà, avrebbe cercato
di attirare l'attenzione, preteso di accaparrarsi una piccola gloria dell'opera
che Gesù compiva in lei e per lei. Suor Maria Marta mai!
S'immergeva con tanta gioia nell'ombra della vita comune e nascosta...
però, come il piccolo seme sepolto nella terra, la devozione alle
sante Piaghe germogliava nei cuori.
Dopo una notte di terribili sofferenze, il 21 marzo 1907, alle otto di
sera, ai primi Vespri della festa dei suoi dolori, Maria veniva a cercare
la figlia, alla quale aveva insegnato ad amare Gesù.
E lo sposo riceveva per sempre nella ferita del suo sacro Cuore la sposa
che qui in terra aveva scelto come vittima amatissima, sua confidente
e apostola delle sue sante Piaghe.
Il Signore l'aveva impegnata per mezzo di solenni promesse, antiche e
redatte dalla mano materna:
"Io, suor Maria Marta Chambon, prometto a nostro Signor Gesù
Cristo di offrirmi ogni mattina a Dio Padre in unione con le divine Piaghe
di Gesù Crocifisso, per la salvezza di tutto il mondo e per il
bene e la perfezione della mia Comunità. Amen"
Dio sia benedetto.
ROSARIO DELLE SANTE PIAGHE DI GESU’
Si recita servendosi di una comune corona del Santo Rosario e si comincia
con le seguenti preghiere:
Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen
O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto. GLORIA AL
PADRE, CREDO: Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e
della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore,
il quale fu concepito da Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì
sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese
agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al
cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di la verrà
a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa
cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione
della carne, la vita eterna. Amen.
1 O Gesù, divin Redentore, abbi misericordia di noi e del mondo
intero. Amen.
2 Dio santo, Dio forte, Dio immortale, abbi pietà di noi e del
mondo intero. Amen.
3 O Gesù, per mezzo del Tuo Sangue preziosissimo, donaci grazia
e misericordia nei pericoli presenti. Amen.
4 O Padre Eterno, per il Sangue di Gesù Cristo, Tuo unico Figlio,
ti scongiuriamo di usarci misericordia. Amen. Amen. Amen.
Sui grani del Padre nostro si prega:
Eterno Padre, Ti offro le Piaghe di nostro Signore Gesù Cristo.
Per guarire quelle delle anime nostre.
Sui grani dell’Ave Maria si prega:
Gesù mio, perdono e misericordia. Per i meriti delle Tue sante
Piaghe.
Alla fine si ripete tre volte:
“Eterno Padre, Ti offro le Piaghe di Nostro Signore Gesù
Cristo.
Per guarire quelle delle anime nostre”.
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