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"Da sette anni vedo la Madonna", racconta Guseppe Auricchia, "il veg gente di Avola" - "Mi fece visita in casa con Gesù Bambino e la scambiai per una viandante. Da allora si manifesta a me vicino a un pino per affi darmi i suoi segreti e far miracoli" - Ecco le testimonianze dei guariti. Per tutta la vita ho creduto soltanto
in ciò che potevo toccare con mano,eppure oggi posso dire con tutta
certezza che ognivolta che vengo qui, vedo la Madonna. Ed è stata
proprio la Madonna a guarirmi da una gravissima malattia che non perdona
assolutamente: l'anoressia cerebrale progressiva. Benché incredulo,
tanto per non trascurare nessuna possibilità e alla ricerca di
un po di pace, mi recai in quella campagna dovesi diceva che apparisse
la Madonna. Bene, io all'interno della cappella ho visto la Madonna in
ginocchio e in piedi. E fuori ho visto Gesu Cristo! Venendo qui con fede
otteniamo ciò che vogliamo!».A rendere ancora più
eclatante questa testimonianza è il fatto che a parlare è
un medico, il professor Francesco Geraci di Reggio Calabria, docente presso
l'Università di Roma. Un capitolo particolarmente significativo
di una storia ancora poco nota, ma straordinaria: quella delle apparizioni
della Madonna ad Avola, in provincia di Siracusa, autentica fucina di
miracoli e prodigi. Moltissimi affermano di aver visto la Madonna lì.
Conversioni e guarigioni non si contano. In più prodigi e miracoli
di ogni genere. «Ero tormentata da dolori al torace, racconta Giusi
Marchese, una bella ragazza palermitana di 27 anni, assistente sociale.
«Peggiorata a vista d'occhio, fui ncoverata in ospedale e mi venne
diagnosticata una forma vira le di broncopolmonite acuta. Le mie condizioni
si erano ormai fatte disperate , quando mio padre telefonò a Giuseppe
Auricchia : lui è il veggente di Avola, attorno al quale ruotano
queste apparizio ni. Implorò dalla Madonna la grazia della mia
guarigione. "Don Giuseppe esortò mio padre a sperare nell'aiuto
della Madre Celeste. Così la mia famiglia si mise a recitare il
rosario alla Madonna del pino,uniti spiritualmente a Giuseppe e al suo
gruppo di preghiera. Le mie condizioni migliorarono e ben presto mi ritrovai
fuori pericolo.Dopo qualche giorno, le radiografie al torace mostrarono
che ero perfettamente Guarita>>.Avola è un'incantevole cittadina
di 32 mila abitanti in riva al mare, cicondata da una ridente campagna.
Si vive di agricoltura, della coltivazione di limoni, di prodotti orto
frutticoli, di pesca, della produzione e lavorazione di mandorli e miele.
Lì abita l'uomo della vicenda della «Madonna del pino»:
Giuseppe Auricchia, 80 anni, vedovo da due e padre di quattro figli, una
femmina e tre maschi, tutti sposati e con prole. Tutta la sua vita si
è svolta tra casa, lavoro nei campi e chiesa.«Don Giuseppe»,
come lo chiamano da queste parti. è un uomo estremamente affabile
e ospitale,ricco di umanita, umile,piccolo di statura e snello.Ci riceve
nella sua modesta abitazione: un appartamento di poche stanzette,dove,
da quando è rimasto vedovo, vive solo. Nonostante l'età,
è un uomo ancora vigoroso. Del resto, a lui stesso è stata
donata guarigione miracolosa: non conserva piu la minima traccia della
forma invecchiamento delle cellule cerebrali (per lo piu irrevisibile,
di norma) di cui soffriva all'epoca dell'inizio delle apparizioni.Chiediamo
a "don" Giuseppe di raccontarci come il soprannaturale ha fatto
iruzione nella sua vita: da ben sette anni egli dialogherebbe con la Madonna,
ricevendo messaggi destinati a tutta l'umanità. Oltre a vedere
la «Bella Signora una volta al mese, in stato di estasi. «Era
la primavera del 1990 quando, verso mezzogiorno, presso il mio caseggiato
di Mammaledi, si presentò una donna vestita di nero, che teneva
per mano un bambino di circa sei anni. La donna mi chiese un po' di riposo
qualcosa da mangiare. La invitai ad accomodarsi in casa, poi offrii loro
pane, formaggio, uva e vino:la mia colazione. Mostrai alla donna un lettino,
nella stanza attigua, rassicurandola che nessuno l'avrebbe disturbata.
Quindi andai al mio lavoro nei campi Tre ore dopo tornai a casa;ma della
donna col bambino nessuna traccia. Il cibo sul tavolo era intatto».
Che mistero era mai e questo? «Era proprio ciò che mi chiedevo
anch' io: frastornato, non raccontai a nessuno dell'accaduto.Non sapevo
proprio che cosa pensare. Lo strano episodio si ripeté cinque volte,
a poche settimane di distanza l'una dall'altra.Ogni volta, alla vista
della donna col bambino, mi si "cancellava" dalla mente l'episodio
precedente». Siamo così arrivati alla fatidica data del 24
luglio 1990. «Era mezzoglorno, mi trovavo presso il caseggiato,
quando improvvisamente una luce mi "abbagliò" il volto.
Ebbi tanta paura e dall'alto vidi scendere una nube ovale, luminosissima.
La nube si andò a posare su un pino a pochi metri da me. Da essa
vidi uscire una donna sui vent'anni, tutta vestita di un bianco straordinariamente
splendente. Alla vita aveva una fascia d'oro Tratto dal giornale OGGI del 18 Giugno 1997 n° 24 -di Marino Parodi -
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