Una signora bussò alla mia porta: era la Vergine Maria

"Da sette anni vedo la Madonna", racconta Guseppe Auricchia, "il veg gente di Avola" - "Mi fece visita in casa con Gesù Bambino e la scambiai per una viandante. Da allora si manifesta a me vicino a un pino per affi darmi i suoi segreti e far miracoli" - Ecco le testimonianze dei guariti.


Avola (Siracusa), giugno !997 di Marino Parodi

Per tutta la vita ho creduto soltanto in ciò che potevo toccare con mano,eppure oggi posso dire con tutta certezza che ognivolta che vengo qui, vedo la Madonna. Ed è stata proprio la Madonna a guarirmi da una gravissima malattia che non perdona assolutamente: l'anoressia cerebrale progressiva. Benché incredulo, tanto per non trascurare nessuna possibilità e alla ricerca di un po di pace, mi recai in quella campagna dovesi diceva che apparisse la Madonna. Bene, io all'interno della cappella ho visto la Madonna in ginocchio e in piedi. E fuori ho visto Gesu Cristo! Venendo qui con fede otteniamo ciò che vogliamo!».A rendere ancora più eclatante questa testimonianza è il fatto che a parlare è un medico, il professor Francesco Geraci di Reggio Calabria, docente presso l'Università di Roma. Un capitolo particolarmente significativo di una storia ancora poco nota, ma straordinaria: quella delle apparizioni della Madonna ad Avola, in provincia di Siracusa, autentica fucina di miracoli e prodigi. Moltissimi affermano di aver visto la Madonna lì. Conversioni e guarigioni non si contano. In più prodigi e miracoli di ogni genere. «Ero tormentata da dolori al torace, racconta Giusi Marchese, una bella ragazza palermitana di 27 anni, assistente sociale. «Peggiorata a vista d'occhio, fui ncoverata in ospedale e mi venne diagnosticata una forma vira le di broncopolmonite acuta. Le mie condizioni si erano ormai fatte disperate , quando mio padre telefonò a Giuseppe Auricchia : lui è il veggente di Avola, attorno al quale ruotano queste apparizio ni. Implorò dalla Madonna la grazia della mia guarigione. "Don Giuseppe esortò mio padre a sperare nell'aiuto della Madre Celeste. Così la mia famiglia si mise a recitare il rosario alla Madonna del pino,uniti spiritualmente a Giuseppe e al suo gruppo di preghiera. Le mie condizioni migliorarono e ben presto mi ritrovai fuori pericolo.Dopo qualche giorno, le radiografie al torace mostrarono che ero perfettamente Guarita>>.Avola è un'incantevole cittadina di 32 mila abitanti in riva al mare, cicondata da una ridente campagna. Si vive di agricoltura, della coltivazione di limoni, di prodotti orto frutticoli, di pesca, della produzione e lavorazione di mandorli e miele. Lì abita l'uomo della vicenda della «Madonna del pino»: Giuseppe Auricchia, 80 anni, vedovo da due e padre di quattro figli, una femmina e tre maschi, tutti sposati e con prole. Tutta la sua vita si è svolta tra casa, lavoro nei campi e chiesa.«Don Giuseppe», come lo chiamano da queste parti. è un uomo estremamente affabile e ospitale,ricco di umanita, umile,piccolo di statura e snello.Ci riceve nella sua modesta abitazione: un appartamento di poche stanzette,dove, da quando è rimasto vedovo, vive solo. Nonostante l'età, è un uomo ancora vigoroso. Del resto, a lui stesso è stata donata guarigione miracolosa: non conserva piu la minima traccia della forma invecchiamento delle cellule cerebrali (per lo piu irrevisibile, di norma) di cui soffriva all'epoca dell'inizio delle apparizioni.Chiediamo a "don" Giuseppe di raccontarci come il soprannaturale ha fatto iruzione nella sua vita: da ben sette anni egli dialogherebbe con la Madonna, ricevendo messaggi destinati a tutta l'umanità. Oltre a vedere la «Bella Signora una volta al mese, in stato di estasi. «Era la primavera del 1990 quando, verso mezzogiorno, presso il mio caseggiato di Mammaledi, si presentò una donna vestita di nero, che teneva per mano un bambino di circa sei anni. La donna mi chiese un po' di riposo qualcosa da mangiare. La invitai ad accomodarsi in casa, poi offrii loro pane, formaggio, uva e vino:la mia colazione. Mostrai alla donna un lettino, nella stanza attigua, rassicurandola che nessuno l'avrebbe disturbata. Quindi andai al mio lavoro nei campi Tre ore dopo tornai a casa;ma della donna col bambino nessuna traccia. Il cibo sul tavolo era intatto». Che mistero era mai e questo? «Era proprio ciò che mi chiedevo anch' io: frastornato, non raccontai a nessuno dell'accaduto.Non sapevo proprio che cosa pensare. Lo strano episodio si ripeté cinque volte, a poche settimane di distanza l'una dall'altra.Ogni volta, alla vista della donna col bambino, mi si "cancellava" dalla mente l'episodio precedente». Siamo così arrivati alla fatidica data del 24 luglio 1990. «Era mezzoglorno, mi trovavo presso il caseggiato, quando improvvisamente una luce mi "abbagliò" il volto. Ebbi tanta paura e dall'alto vidi scendere una nube ovale, luminosissima. La nube si andò a posare su un pino a pochi metri da me. Da essa vidi uscire una donna sui vent'anni, tutta vestita di un bianco straordinariamente splendente. Alla vita aveva una fascia d'oro
e dalle spalle le scendeva un lungo mantello bianco.II suo volto era radioso, di una bellezza indescrivibile.La donna m'invitava, con gesti e voce gentili, ad avvicinarmi ancora. Io mi avvicinai e mi inginocchiai. La bellissima Signora mi dice allora: "Vedi? Questa volta sono venuta da sola, senza il mio bambino e non più vestita di nero ma di bianco. Perché queste sono le mie vesti,non ti domando più vitto in questa terra, né riposo. Io cerco riposo e gioia in mezzo ai miei figli, come ogni madre cerca riposo e gioia nel cuore dei propri figli. Ancora non ti ho detto chi sono: io sono la Madre di Dio. Pregate, recitate il mio rosario. Tornerò ancora e ti parlerò a lungo,recitate questa preghiera:"Regina del cielo e della terra, abbi pietà e misericordia per l'umanità.» Accompagniamo don Giuseppe in auto a Mammaledi; il podere di campagna in cui la Madonna si manifesta puntualmente ogni primo venerdì del mese. Ci accoglie il folto gruppo di fedelissimi della «Madonna del pino», gente di ogni età e condizione sociale (vi è pure qualche sacerdote «in borghese», ci informano). La campagna è bellissima, l'atmosfera carica di attesa.Niente a che vedere con la pesantezza e il fanatismo tipico degli ambienti settari. I fedeli si mettono a re citare con devozione il rosario.poi, all'impravviso, silenzio. Si sprigiona un profumo fortissimo, misterioso, che pressoché tutti i presenti avvertono,noi compresi. L'attenzione di tutti è puntata su don Giuseppe. E' inginocchiato e ha gli occhi chiusi. Pare sprofondato in un'altra dimensione. «E' in estasi: vede la Madonna e le sta parlando», ci spiegano con grande emozione e timore reverenziale. Molti si inginocchiano a loro volta, altri pregano a bassa voce. Infine, il veggente rompe il silenzio, annunziando di aver visto la Madonna e ricevuto un suo messaggio ancora una volta. Messaggio che egli mette subito per iscritto. Parole di speranza, che promettono il trionfo del Cuore Immacolato di Maria in tempi brevi, nonché il glorioso ritorno di Gesù sulla Terra.I messaggi che don Giuseppe riceverebbe dalla Madonna dal 1990 sono raccolti nel libro Maria richiama il mondo (Edizioni Segno di Udine), a cura di Luca Marchese, padre della ragazza miracolata di cui parlavamo. I messaggi sono ricchi di spiritualità che vanno ben al di là della modesta cultura del veggente, per spessore e capacità di analisi. Ma, ancora una volta, ad Avola il mistero pare essere di casa,in quanto in questo dialogo tra l'anziano veggente e la Madonna, la seconda gli profetizzò eventi storici poi puntualmente verificatisi nei mesi o anni successivi: la Guerra del Golfo e quella nei Balcani, la grave crsi politica italiana dei primi anni Novanta.Vi è poi un altro fenomeno, non meno straordnario: don Giuseppe ha le stimmate. Al centro delle mani si notano spesso due fori della grandezza di una capocchia di chiodo. Sono ferite assai dolorose: il sangue di colore rosso vivo fluisce per qualche ora,per poi diminuire sino a cessare di sanguinare. E' un fenomeno che si manifesta spesso nel corpo di don Giuseppe, in particolare in coincidenza con le apparizioni della Madonna. Nessuna spiegazione scientifica è stata trovata per questo fenomeno.Nel gennaio del 1991,il giorno in cui la Madonna aveva dato appuntamento ai suoi fedeli per la consueta apparizione mensile mentre don Giuseppe si trovava in estasi, tutti i presenti assistettero a un prodigio straordinario: il «miracolo del sole». Ovvero, il sole che assume colori e si mette a danzare nel cielo, come avvenne anche a Fatima. Una signora presente, affetta da una otite cronica, guarì.Sono comunque numerosi i testimoni che dichiarano di aver avuto pure loro la visione della Vergine, sempre mentre il veggente si trovava in estasi. Inter rogati separatamente, hanno fornito la stessa versione. È il caso di Con cetta Canzonieri di Avola, sposata e madre di fami glia, e di Francesca Canzo nieri (non è parente della precedente), 17 anni: «Nel 1991 nel cielo apparve la Madonna avvolta da un manto azzurrino», ricor dano. «Scendeva circon data da una miriade di co lombe bianchissime che formavano tutte insieme una lettera "M"». Un'altra volta ancora, in contemporanea con l'apparizione del dicembre 1990, tutti i presenti dico no di aver visto sull'albe rello dell'apparizione for marsi una nuvoletta, poi questa trasformarsi in una colomba. Subito dopo, la colomba si trasforma di nuovo, questa volta in pe-
sce. Nel cielo appare uno stormo di colombe. Davanti a duemila persone il sole si è messo a girare nel cieloQueste fanno tre giri at torno al pino, quindi risal gono in alto e svaniscono nel nulla! Ma lo straordi nario spettacolo in cielo non è ancora finito: la gen te dice di aver visto addi rittura un triangolo dal quale partono tanti raggi luminosi... «La SS. Trinità! La SS. Trinità!», si grida. Il miracolo scende dal cielo sulla terra: i visi di molti tra i presenti si fanno colo ratissimi, cambiano colore in continuazione. Il sole si mette a girare vorticosa mente in cielo, «come un gioco d'artificio in fiera», ricorda la gente. Tutto ciò
alla presenza di duemila persone, per circa un'ora di seguito. Nel congedarci da don Giuseppe gli chiediamo se è vero che egli è deposita rio di alcuni «segreti» cir ca il futuro dell'umanità e in particolare dell'Italia che la Madonna gli avreb be affidato. «Sì, tutto verrà svelato a suo tempo. La Madonna vuole la conver sione e la gioia di noi tutti preghiera e amore sono i segreti della felicità. Passeremo momenti duri, ma non abbiamo idea della gioia che ci aspetta».

Tratto dal giornale OGGI del 18 Giugno 1997 n° 24 -di Marino Parodi -