Chi piange? Nessuno? Voi dite: nessuno? Eppure l'anima mia va incontro ad un'altra anima che piange. Perché le va incontro? Per lanciarle l'anatema perché meretrice? No. Perché mi fa pietà l’anima sua.Tutto in Me repelle per il suo corpo sozzo, sudato nella fatica lasciva. Ma la sua anima! Oh! Padre! Padre! Anche per quest'anima Io ho preso carne ed ho lasciato il Cielo per essere il Redentore suo e di tante sue anime sorelle!Perché devo non raccogliere questa pecora errante e portarla all'ovile, mondarla, unirla al gregge, darle pascoli e un amore che sia perfetto come solo il mio può essere, così diverso da quelli che ebbero fin qui per lei nome di amore e non erano che odii, così pietoso, completo, soave che ella più non rimpianga il tempo passato, o lo rimpianga solo per dire: "Troppi giorni ho perduto lungi da Te, eterna Bellezza.Chi mi rende il tempo perduto? Come gustare nel poco che mi resta quanto avrei gustato se fossi sempre stata pura?".Eppure non piangere, anima calpestata da tutta la libidine del mondo.Ascolta: sei un cencio lurido. Ma puoi tornare fiore.Sei un letamaio. Ma puoi divenire aiuola.Sei animale immondo. Ma puoi tornare angelo.Un giorno lo fosti.Danzavi sui prati fioriti, rosa fra le rose, fresca come esse, olezzante di verginità.Cantavi serena le tue canzoni di bambina e poi correvi dalla madre, dal padre, e dicevi loro: "Voi siete i miei amori".E l'invisibile custode che ogni creatura ha al fianco sorrideva della tua anima bianco-azzurra...E poi? Perché?Perché hai strappato le tue ali di piccolo innocente?Perché hai calpestato un cuore di padre e di madre per correre ad altri cuori insicuri?Perché hai piegato la voce pura a menzognere frasi di passione?Perché hai infranto lo stelo della rosa e violato te stessa?Pentiti, figlia di Dio.
Il pentimento rinnova.Il pentimento purifica.Il pentimento sublima.
L'uomo non ti può perdonare? Neppure tuo padre potrebbe più?Ma Dio può. Perché la bontà di Dio non ha paragone con la bontà umana e la sua misericordia è infinitamente più grande della umana miseria.Onora te stessa rendendo, con una vita onesta, onorevole la tua anima.Giustificati presso Iddio non peccando più contro la tua anima.Fatti un nome nuovo presso Dio. È quello che vale.Sei il vizio. Diventa l'onestà. Diventa il sacrificio. Diventa la martire del tuo pentimento.Sapesti bene martirizzare il tuo cuore per far godere la carne.Ora sappi martirizzare la carne per dare un'eterna pace al tuo cuore.Vai. Andate tutti. Ognuno col suo peso e col suo pensiero, e meditate. Dio tutti attende e non rigetta nessuno di quelli che si pentono. Il Signore vi dia la sua luce per conoscere la vostra anima. Andate».
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BREVE RIFLESSIONE QUARESIMALE
Tratto dal libretto La mia Messaa, Cura dei Francescani dell'Immacolata Il Fioretto del giorno: Primo Venerdì di Quaresima : Amore alla sofferenza
Mentre un giorno la venerabile Maria Agnese Steiner, Clarissa, pregava per la salvezza delle anime, il Signore Gesù, apparendole carico di una smisurata e pesantissima croce, le fece capire che la voleva sua compagna nel patire per esse. Presa da profonda compassione, e volendo sollevarlo da un così grande peso, la virtuosa monaca si offri a portarla al suo posto. Gesù gliela consegnò senza indugio ma, avendola ella presa sulle spalle, ne restò talmente oppressa che, nonostante l'eroica brama di patire, non potè fare a meno di pregare il Salvatore perché si degnasse di alleggerire quell'enorme peso. Egli, però, rispose che non aveva su chi posarla, perché tutti la rifiutavano, perciò conveniva che ne sentisse lei tutto il peso. E cosi fu, perché dopo quella visione restò fisicamente così aggravata e oppressa, che la si vedeva camminare a stento trascinando i piedi; non solo, ma quel cumulo di patimenti non tardò ad accrescersi di altri dolori e prove indicibili che accompagnarono la vita e l'opera di quest'anima eletta, fervida cooperatrice di Cristo, suo Sposo, nella salvezza di molte anime.Quello che Gesù ha patito per tutto il mondo lo ha patito per ciascun'anima. L'amore era la causa: lo tormentava l'amore, lo batteva l'amore, lo piagava l'amore, lo crocifiggeva l'amore
( Santa Veronica Giuliani )